Alessia Pettenuzzo
Educatrice
L’educazione sessuale in adolescenza.
Un’urgenza educativa e sociale.
L’adolescenza è una fase dello sviluppo molto complessa, caratterizzata da cambiamenti, scoperte e dalla continua ricerca di sé. Dove oltre a definire la propria identità, si consolidano processi che iniziano a svilupparsi già precedentemente, come la cura del corpo, la gestione della salute, delle emozioni e la costruzione di relazioni significative.
In questo contesto, l’educazione sessuale assume grande rilevanza, non solo per fornire conoscenze scientifiche corrette, ma anche per promuovere un approccio sano e consapevole alla sessualità e alle relazioni affettive.
Oggi l’adolescente deve affrontare una quotidianità complessa dove il confine del mondo online e del mondo offline sembra non esistere più. Il filosofo Luciano Floridi ha definito questa quotidianità con il termine onlife1 , sottolineando, inoltre, come le nuove generazioni interagiscono, si esprimono e costruiscono legami interpersonali in un ambiente ibrido in cui i due mondi si intrecciano continuamente.
Di conseguenza anche le relazioni più intime si sviluppano in questo contesto, diventando più articolate; perciò, se da un lato le nuove tecnologie offrono maggiori opportunità di connessione e un più facile accesso alle informazioni, dall’altro amplificano i rischi.
Uno studio del Gruppo CRC2 ha evidenziato che l’utilizzo diffuso dei social media tra gli adolescenti può comportare numerosi rischi. Ad esempio, l’accesso precoce a contenuti espliciti può distorcere la percezione della sessualità e rafforzare gli stereotipi. Inoltre, la condivisione incontrollata di informazioni personali può aumentare il rischio di violazioni della privacy, ricatti e sfruttamento. In aggiunta si possono manifestare fenomeni come la filter bubble3 che possono distorcere la realtà e consolidare stereotipi su argomenti riguardanti l’aspetto fisico e l’identità sessuale. Infine l’ambiente online contribuisce alla diffusione di un’immagine idealizzata di bellezza e di stereotipi legati alla perfezione fisica, spesso imponendosi come unico modello di riferimento.
Questa pressione sociale può alimentare aspettative irrealistiche non solo sull’aspetto esteriore, ma anche su concetti come virilità, femminilità, sensualità e altre caratteristiche personali, influenzando negativamente l’autostima e il benessere psicologico.
In questo contesto diventa fondamentale per gli adolescenti avere uno spazio dove informarsi e confrontarsi su tutti gli aspetti legati alla sessualità e diversi studi dimostrano come essi lo ricerchino. Ad esempio, secondo un’indagine IPSOS (2023) il 47% degli adolescenti utilizza internet come principale fonte di informazione sulle pratiche sessuali, mentre il 57% lo consulta per approfondire il tema delle malattie sessualmente trasmissibili (MST).
Facendo riferimento a un rapporto dell’UNESCO (2023), solo il 20% dei Paesi analizzati dispone di una normativa specifica sull’educazione sessuale e l’Italia si colloca tra le nazioni prive di un programma strutturato, nonostante l’importanza di tale argomento.
L’introduzione di programmi sulla tematica nelle scuole dovrebbe diventare uno strumento educativo essenziale per lo sviluppo dell’individuo. Ciò rappresenterebbe un’opportunità importante per il benessere degli adolescenti, in quanto essa permetterebbe ai ragazzi e alle ragazze di sviluppare competenze personali, relazionali e comunicative, promuovendo la sessualità come dimensione integrale della persona.
Un approccio educativo strutturato contribuirebbe non solo a ridurre i comportamenti a rischio e la diffusione delle MST, ma anche a promuovere relazioni più equilibrate e rispettose.
L’integrazione dell’educazione sessuale nelle scuole non è solo un’opportunità, ma una necessità. Fornire ai giovani conoscenze affidabili e spazi di confronto sicuri significa investire in una società più consapevole e rispettosa.
È tempo di colmare questa lacuna educativa, garantendo alle nuove generazioni un’educazione sessuale adeguata, scientificamente fondata e in grado di rispondere alle nuove necessità.
1.Il termine onlife è stato ideato dal filosofo Luciano Floridi e il suo gruppo di ricerca. Si veda Luciano Floridi, Onlife Manifesto, Springer International Publishing, Londra, 2015. http://www.springer.com/us/book/9783319040929
2.Gruppo CRC (2024). Educazione all’affettività e alla sessualità: perché è importante introdurre la Comprehensive Sexuality Education nelle scuole italiane. https://gruppocrc.net/educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-perche-e importante-introdurre-la-comprehensive-sexual-education-nelle-scuole-italiane/
3.In italiano “bolla di filtraggio”, terminologia che indica il fenomeno per cui gli algoritmi dei social media e dei motori di ricerca selezionano contenuti in base alle preferenze dell’utente, limitando l’esposizione a opinioni diverse e rafforzando convinzioni preesistenti.
RIFERIMENTI
Nimbi, F. M. (a cura di). (2025). L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo? Save the Children. ISBN 9788894378474.
ONU Italia. (2023, 21 febbraio). Educazione sessuale: perché è importante e come viene affrontata nel mondo. Recuperato da https://onuitalia.com/2023/02/21/educazione-sessuale
Arianna Marchegiani
Consulente dell’individuo della coppia e della famiglia, Insegnante del Metodo dell’Ovulazione Billings, Tutor Teen Star, Tutor Parent Star
Prevenire e contrastare le infezioni sessualmente trasmissibili in adolescenza. Un compito di tutti!
Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono causate da vari agenti patogeni che vengono introdotti nell’organismo prevalentemente attraverso i rapporti sessuali. Sono molto diffuse in tutto il mondo e sono in continua crescita soprattutto tra i giovani che tendono a mettere in atto comportamenti rischiosi che possono compromettere il loro benessere fisico, psicologico e relazionale.
Il rischio è tipico dell’adolescenza e si esprime tramite numerosi comportamenti di sperimentazione che fanno parte dei normali processi di sviluppo e che gli consentono di mettere alla prova le proprie abilità e competenze.
Questi comportamenti, come una sessualità precoce, una promiscuità sessuale con più partner all’anno, l’uso di sostanze stupefacenti e alcool che difficilmente consentono una sessualità libera e responsabile, se da una parte sono tesi all’affermazione e alla sperimentazione di sé (mediante differenziazione e opposizione, trasgressione, sfida, ricerca di una soluzione emotiva immediata, esplorazione dei limiti) e alla costruzione di una “reputazione” che consente di essere riconosciuti nel gruppo dei pari, dall’altra possono portare ad un danno alla salute che può essere incalcolabile. A tutto ciò si deve aggiungere che gli adolescenti solitamente tendono a “sottostimare la probabilità delle conseguenze negative, in quanto non ritengono che tali eventi possano capitare a loro”. Si sentono invulnerabili ma nella realtà, ogni anno, 1/20 degli adolescenti contrae una IST e un terzo di queste si manifesta tra i 13 e i 20 anni.
Non si può sottovalutare il problema. La loro diffusione è un grave pericolo per la salute pubblica. Tutti siamo tenuti a porvi rimedio in prima persona!
Bisogna offrire ai ragazzi informazioni adeguate e supporto per prendere decisioni responsabili e sicure e ciò è possibile grazie a un’adeguata educazione. La cosa più importante per prevenire e controllare le IST è proprio quella di EDUCARE!
Educare informando su cosa sono e quali sono i rischi di contrarre una IST perché nonostante l’era del digitale, moltissimi ragazzi non sanno l’esistenza di tutte queste malattie e come si possono contrarre.
Educare promuovendo l’uso di dispositivi di barriera, come il preservativo di fondamentale importanza poiché diminuisce la probabilità di contrarre una IST, ma non è sufficiente, in quanto non protegge al 100% e tra gli adolescenti la sua efficacia è molto più ridotta.
Educare per far comprendere l’importanza del consenso in ogni attività sessuale, rafforzando l’idea che entrambi i partner devono sentirsi liberi e rispettati nelle loro decisioni, che hanno il diritto di dire “no”, promuovendo l’autostima, una maggiore consapevolezza di sé, il rispetto per sé stessi e per gli altri, del proprio corpo e dei limiti altrui.
Educare sostenendo un sesso più sicuro attraverso la scelta di comportamenti che riducono il rischio, come avere relazioni stabili e monogame, evitare di fare uso di alcool e droghe che compromettono il giudizio, far riflettere che quando “non ci si sente pronti e sicuri” si possono prendere anche decisioni non convenzionali come l’astinenza sessuale o posticipare l’inizio dell’attività sessuale.
Educare incentivando i ragazzi a fare test e controlli regolari soprattutto se si hanno rapporti non protetti o con più partner. E’ necessario sensibilizzarli al fatto che se dovessero scoprire di aver contratto una IST, hanno il dovere di comunicarlo alle persone con cui hanno avuto rapporti, in modo da permettere loro di verificare se ne siano state colpite, e così consentire di curarsi e arrestare il contagio. Non dovrebbe esserci vergogna nel chiedere aiuto al medico e nell’informare le persone con cui si è stati in intimità: si tratta di coinvolgerli in una responsabilità comune e di offrire loro l’opportunità di una terapia. Queste infezioni per larga parte sono curabili, ma è necessario intervenire tempestivamente, anche perché la presenza di lesioni non trattate favorisce la possibilità di contrarre nuove malattie.
Educare creando un ambiente in cui gli adolescenti si sentano liberi di fare domande senza paura di essere giudicati. La comunicazione aperta è essenziale per ridurre la vergogna e i tabù che possono circondare questi argomenti.
Uno dei fattori fondamentali nella prevenzione delle IST, sono i genitori che devono essere disponibili ad ascoltare e rispondere alle domande dei figli senza giudicarli. Questo aiuta a creare un ambiente sicuro per affrontare temi sensibili. Parlando apertamente di sesso, prevenzione e relazioni, i genitori possono contrastare i messaggi errati o incompleti ricevuti dai media o dai coetanei.
Studi effettuati hanno dimostrato che negli adolescenti che hanno una relazione positiva con i genitori, c’è una diminuzione del rischio di contrarre una IST rispetto a quelli i cui genitori non sono implicati nella vita dei loro figli.
Tutti, a vari livelli, possono educare e far passare il messaggio che non è la sessualità a causare le malattie ma i comportamenti impropri.
BIBLIOGRAFIA
Salute a scuola: progetto pilota per promuovere la prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale negli adolescenti
M Rinaldi, E Mazza, V Iacobini, S Davarda, C Galletti
PSICOLOGIA DELLA SALUTE, 2024 iris.unilink.it
Adolescenti e infezioni sessualmente trasmesse: conoscenze e comportamenti
P Lagana, MP Bertuccio, G Visalli, P Spataro, G Vita, IAM Picerno
Prevenzione e sanità pubblica al servizio del Paese, 2012 iris.unime.it
Politiche sociali 5 – Le sfide della società italiana tra crisi strutturali e social innovation a cura di Alessandra Sannella e Franco Toniolo – 2015
La costruzione della cultura della prevenzione in preadolescenza e adolescenza
T Mangarella edizionicafoscari.unive.it
Da vita a vita. Viaggio alla scoperta della riproduzione umana – IV Edizione -2021
B Mazzenga Società Editrice Universo
Gerbase AC, Rowley JT, Mertens TE (1998) Global epidemiology of sexually transmitted diseases. Lancet 351(Suppl 3): 2- 4. World Health Organization (2010) Developing sexual health programmes. A framework for action, p. 1-55
Genuis SJ, Genius SK . Managing the sexually transmitted disease pandemic a time for reevaluation. Am J. Obst. Gynec 2004; 191: 1103-1112
Bettinger JA, Celentano DD, Curriero FC, Adler NE, Millstein SG, Ellen JM (2004) Does parental involvement predict new sexually transmited diseases in female adolescents? Arch Pediatr Adolesc Med 158: 666-670.
Caterina Casolari
Psicologa
Identità di genere e compiti di sviluppo
L’adolescenza, in ottica evolutiva, è caratterizzata da una serie di snodi maturativi che i ragazzi devono affrontare per entrare nell’età adulta. Vedremo come questi compiti evolutivi possono assumere connotazioni particolari per ragazzi gender fluid o che sperimentano un’incongruenza di genere e quale può essere il ruolo degli adulti che li accompagnano verso la costruzione della loro identità.
Il primo di questi compiti è la mentalizzazione del corpo. Durante l’infanzia il corpo è vissuto attraverso una dimensione di gioco e di apprendimento, con l’arrivo della pubertà il corpo inizia a mandare segnali che l’adolescente è chiamato ad ascoltare e ad elaborare. Oggi sesso e genere non sono più un destino, il corpo è diventato una tela su cui tracciare la propria soggettività. In questa dimensione il genere è il risultato dell’elaborazione della propria identità che sembra avvenire in uno spazio diverso rispetto a quello del corpo sessuato (Buffagni, 2024).
Un altro snodo maturativo riguarda il concetto di separazione-individuazione e la nascita sociale. L’acquisizione di un nuovo corpo allarga anche il campo di azione sociale dell’adolescente che non si riconosce più solo in quanto figlio, ma tende ad investire a livello affettivo anche al di fuori della famiglia. La “famiglia sociale” (il gruppo dei pari) svolge un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità dell’adolescente. Per gli adolescenti fluidi o che sperimentano un’incongruenza di genere riveste una grande importanza la comunità LGBTQIA+ sia attraverso relazioni che si instaurano concretamente sia attraverso rapporti di tipo virtuale. L’appartenenza a questa comunità svolge una funzione fondamentale per la nascita sociale dell’adolescente. Alcuni autori (Zoja, 2012) sottolineano come la nuova generazione diventi adulta non attraverso il riconoscimento degli adulti, ma attraverso quello dei coetanei. Gli adulti non sono più soggetti con cui confrontarsi, ma assumono un ruolo di spettatori con il solo compito di accettare e riconoscere l’identità del ragazzo. Il rischio di questa nuova dinamica risiede nel fatto che in questo modo viene a mancare il ruolo di guida di un adulto che possa aiutarli a districarsi nel mare di informazioni e di stimoli che a volte arrivano e vengono introiettati senza una vera e propria riflessione.
La scelta dei valori a cui aderire rappresenta un compito fondamentale nella costruzione di un’identità adulta. Come per le generazioni passate anche quelle attuali sono impegnate nella messa in discussione dei valori familiari. La Gen Z, per esempio, attribuisce molta importanza all’inclusione, alla sostenibilità ambientale e alla parità di genere. Uno degli obiettivi fondamentali delle nuove generazioni è il superamento degli stereotipi di genere che vengono frequentemente rifiutati dai giovani che vogliono allontanarsi dai modelli di pensiero dei propri genitori.
Il superamento dei compiti di sviluppo dipende da una molteplicità di fattori (biologici, sociali, psicologici…) che possono favorire od ostacolare il ragazzo nel percorso di crescita.
La complessità che caratterizza questo periodo della vita di ogni essere umano richiede da parte degli adulti innanzitutto una riflessione personale sulle proprie rappresentazioni e visioni soggettive dei problemi che si trova ad affrontare.
Compito dell’adulto è inoltre quello di garantire uno spazio di sicurezza affinchè l’adolescente sperimenti, provi, commetta errori senza attribuire a nessuno di questi passi un carattere definitorio.
In particolare rispetto alla fluidità e all’incongruenza di genere in adolescenza l’approccio consigliato è quello “Wait and watch”, la capacità di rimanere in ascolto senza spaventarsi né minimizzare, accogliendo le manifestazioni di fluidità senza la necessità di comprenderle nell’immediato e risolverle, interrogandosi di volta in volta su quali bisogni essa esprima.
BIBLIOGRAFIA
Bignamini S., Buday E. (a cura di) (2023) Adolescenti fluidi: percorsi evolutivi dell’identità di genere. Franco Angeli, Milano
Buffagni F. Liquidità di genere: la costruzione dell’identità di genere nell’adolescenza post-moderna in Rivista di Sessuologia vol. 48 n.2 Luglio-Dicembre 2024 pag 92-105
Coleman E et al. (2022) Standards of Care for Health of Transgender and Gender Diverse People, Version 8 in International Journal of Trangender Health
Comune di Reggio Emilia (2017) Protocollo di intesa sui principi del Tavolo Intersitituzionale per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone LGBT, Comune di Reggio nell’Emilia – Reggio città delle persone
Graglia M. (2024) L’incongruenza di genere in adolescenza. Pratiche cliniche ed educative”. Carocci Editore, Roma
Pietropolli Charmet G. (2000) “I nuovi adolescenti”, Raffaello Cortina Editore, Milano