Giulia Zuffi
Psicologa Clinica
Sessualità e disabilità all’interno di un gruppo appartamento: un caso
B. e R. vivono nello stesso gruppo appartamento, entrambi portatori di disabilità fisica e psichica. Hanno circa 50 anni ed erano sessualmente attivi prima di entrare in struttura.
I due si conoscono dopo i rispettivi inserimenti; in quel momento R. è impegnata in una relazione con un altro uomo. Quando lei rimane single, B. cerca di avvicinarsi, dimostrando interesse ad una relazione. In precedenza i due avevano già avuto un rapporto sessuale occasionale (in una delle pause della precedente relazione di R.), che viene definito “animalesco” da entrambi. Nel momento in cui R. rimane definitivamente single, B. tenta un altro approccio e, avvenendo questo in un gruppo appartamento, è stato necessario porsi qualche domanda: come gestire una relazione affettiva e sessuale con caratteristiche riportate come “animalesche” in un gruppo appartamento? Come reagiranno gli altri utenti? Di seguito verrà riportata la metodologia seguita.
L’inizio di quella che ha tutte le caratteristiche di una consulenza sessuologica con R. può essere fatta coincidere con il suo ingresso in struttura: le problematiche legate alla sua precedente relazione impongono un intervento da parte dell’allora coordinatrice di servizio, poiché la dipendenza da alcool, che da sempre caratterizza R. e che si era attenuata con l’ingresso in struttura, comincia a riacutizzarsi. Questo primo intervento sottolinea l’assenza della dimensione semantica della sessualità di R. in quel momento (Russo, 2021) e contemporaneamente la porta alla consapevolezza della tossicità di tale relazione, tanto che R. decide di chiuderla in maniera totalmente autonoma.
Ecco che ora entra in gioco B.: avendo saputo che lei è tornata single, tenta un approccio, a cui lei risponde positivamente. Emerge qui la necessità di considerare la dimensione sociale della sessualità: come gestire la relazione in struttura?
L’intervento ora viene portato avanti a più livelli (durerà qualche mese):
A questo punto B. e R. cominciano a vivere la loro relazione con maggiore consapevolezza e complicità, tanto che oggi li si può sentire chiamarsi “amore” da una parte all’altra del corridoio, o cercarsi l’un l’altra per potersi sostenere nei momenti di difficoltà. Ma cosa, di tutto questo intervento, è stato così efficace? Un ruolo principe è stato svolto dalla relazione di alleanza creatasi tra i due utenti e la coordinatrice, che ha permesso a loro di aprirsi e a lei di potersi mettere in ascolto attivo per soddisfare realmente le loro esigenze. Successivamente gli interventi svolti singolarmente hanno permesso a B. e R. di andare oltre la sola dimensione riproduttiva/erotica della sessualità, scoprendone anche una semantica, sociale, ludica e narrativa (Rifelli, 2007; Russo, 2021; Rocchi, Frigieri, 2024), all’interno di un contesto protetto, come il setting cooperativo presente al momento degli interventi. Ultimo, ma non per importanza, i due attori della storia sono riusciti a costruire e consolidare una vera e propria relazione affettiva stabile, differentemente dalle precedenti esperienza di entrambi, visibile nel miglioramento della loro qualità vita, testimoniato anche dalle rispettive famiglie.
BIBLIOGRAFIA
Capodieci S., Sanzovo S. (2018). “Psicosessuologia, il Manuale del consulente sessuale”. Libreria Universitaria.
Rifelli G. (2007). “Psicologia e Psicopatologia della sessualità”. Roma, Scione Editore.
Rocchi S., Frigieri M. (2024). L’entropia in cui si incontrano sessualità e disabilità”. Roma, Scione Editore.
Russo F. (2021). “Manuale di Sessuologia: un approccio multidisciplinare alla sessualità”. Torino, Ed. Celid.
Chiara Rossi
Infermiera
Coppia e PMA: tra sesso e riproduzione
La ricerca di un figlio rappresenta una decisione importante per la coppia e per l’individuo stesso, volta alla realizzazione di un progetto condiviso e alla sperimentazione del ruolo genitoriale. Con ciò avviene una modifica dell’immagine di sé all’interno della sfera sociale, in cui la società stessa presenta aspettative di coppia e di famiglia [1].
La realizzazione del desiderio del figlio non sempre si concretizza e sempre più coppie si trovano a dover affrontare il tema dell’infertilità.
L’infertilità è una patologia caratterizzata dalla incapacità di generare una gravidanza dopo 12 mesi di regolari rapporti sessuali non protetti o dovuta una incapacità riproduttiva del singolo o del/della partner [2], e interessa una coppia su sei, il ché la rende un fenomeno sociale, oltre che sanitario.
Essere definiti “coppia infertile” significa che uno o entrambi i partner abbiano difficoltà a portare a termine il concepimento.
Cause
Le possibili cause d’infertilità vengono ricercate tramite esami, analisi e visite specialistiche con lunghi iter diagnostici.
L’infertilità maschile ha cause riconducibili a: qualità del seme, come insufficienze gonadiche periferiche (alti livelli di ormone FSH) e insufficienze gonadotrope (bassi livelli di ormone FSH); all’anatomia delle vie escretrici, non associate ad anomalie testicolari e/o ormonali [3].
L’infertilità femminile può essere dovuta a: fattori cervicali, quale la presenza quantitativa e/o qualitativa del muco cervicale; fattori ovulatori di possibile origine ipotalamica, ipofisaria e/o ovarica su base organica e/o funzionale; fattori uterini, individuabili nell’anatomia dell’utero o ai suoi processi infiammatori; fattori tubarici, riferiti ad alterazioni anatomiche, ostruzioni parziali e/o totali [3].
In alcuni casi non è possibile individuare una causa alla base della difficoltà del concepimento, perciò si parla di “infertilità idiopatica” o “inspiegata”.
Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, da parte delle coppie interessate, consente di ottenere un aumento della probabilità di concepimento [4].
PMA
I centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sono specializzati in riproduzione umana.
I percorsi di PMA presentano tecniche poco invasive e più semplici da attuare, dette di I livello, e più complesse e invasive, di II e III livello; si effettuano gradualmente, dalla meno invasiva alle più complesse, solo quando si presenta il fallimento del tentativo precedente [5].
Qualora non vengano riscontrate problematiche alla base dell’infertilità, si procede con la stimolazione ormonale, pratica più accettata dalle coppie, ma fonte di stress per entrambi partner perché finalizzata a rapporti sessuali programmati.
Sessualità
La medicalizzazione dell’infertilità rappresenta un fattore di rischio per problematiche relative alla salute sessuale, come disfunzioni sessuali, sia maschili che femminili.
Le cause delle disfunzioni sessuali, nell’infertilità idiopatica, vanno ricercate nel carico psicologico e relazionale associato alla diagnosi, spesso vissuta con sentimenti d’inadeguatezza e di delusione delle aspettative personali e nei confronti del/la partner, portando a diminuzione e/o perdita di azioni spontanee relative alla sessualità di coppia [5].
Studi scientifici riportano che l’infertilità possa provocare disturbi sessuali che vanno dal 10% al 60% dei casi [6], oltre che manifestazioni d’ansia, depressione, rabbia e colpevolizzazione verso sé stessi e/o verso il partner; questi problemi si possono manifestare sia alla ricezione della diagnosi, che durante i trattamenti di PMA.
Ciò può accadere perché, spesso, viene attribuita “macchinosità” al rapporto sessuale, fino ad arrivare a concepirlo come “mezzo” utile a raggiungere solo l’obiettivo: il concepimento.
Non è difficile che una coppia vada incontro a perdita di piacere sessuale, d’intimità e di gioco, che caratterizzavano il rapporto prima della diagnosi d’infertilità [7].
Nelle donne sono state riconosciute [8]:
Negli uomini sono state riconosciute:
Utilizzare un approccio psico-sessuale, per le coppie a cui viene fatta diagnosi d’infertilità, è fondamentale [9].
ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) riporta che il supporto psicologico può essere utile in tutte le fasi di PMA: prima dell’intervento, durante l’intervento e dopo l’intervento [10].
L’individuazione e l’intervento sessuologico mirato costituiscono strumenti basilari per la salvaguardia della relazione di coppia che, altrimenti, potrebbe risentirne nella sessualità stessa, legata all’infertilità.
Il counseling, quindi, viene inserito come spazio per stimolare i partners nella condivisione delle emozioni e delle difficoltà relative anche alla sfera sessuale, cercando di rendere i partners consapevoli dei possibili rischi associati all’intrapresa del percorso di PMA.
Intervenendo su ciò, si tenta di “normalizzare” le eventuali difficoltà, di facilitare la comunicazione della coppia e di proporre, ove necessario, un intervento sessuologico mirato che abbia come obiettivo il recupero dell’intimità di coppia[11]. Il counselling sessuologico, dunque, affronta diversi temi di sessualità e i problemi legati a essa: l’esperienza sessuale prima, durante il trattamento e di come essa potrebbe diventare successivamente, aiutando a considerare anche che trattare gli aspetti psicologici delle disfunzioni sessuali (ove presenti) e che avere una maggiore consapevolezza sulla distinzione tra sesso orientato all’obiettivo (concepimento) e quello orientato al piacere[8][11] possono contribuire ad aumentare i tassi di gravidanza.
Nonostante ciò, spesso, le coppie sopravvalutano le probabilità di riuscita della PMA, tanto da avere aspettative non realistiche relative al successo della fecondazione assistita, esponendole ad ancor più elevati livelli di frustrazione in caso di esito negativo [8]. In tali casi, e a discrezione del professionista, può essere utile inviare la coppia a percorsi d’impronta psicoterapica, che possano aiutare a superare il dolore e gli eventuali traumi vissuti, attuando interventi per migliorare la qualità del rapporto di coppia, l’accettazione e la ridefinizione degli obiettivi di vita.
BIBLIOGRAFIA
[1]: https://www.stateofmind.it/2020/10/coppie-pma/, consultazione del 08/02/2024;
[2]: OMS, 2016;
[3]: Visigalli, 2011;
[4]: Prof. Giovanni Luca, Prof. Riccardo Calafiore, Dott.ssa Sara Parrettini, Prof. Emmanuele Jannini e Dott. Andrea Sansone, – Sindrome infertosessuale – Journal of Endocrinological Investigation, 2021;
[5]: Coëffin-Driol & Già-mi, 2004; Piva et al., 2014; Tao et al., 2011; Wischmann, 2010; Wischmann & Thorn, 2013;
[6]: Moller, 2001; Boivin et al., 2001;
[7]: Ohl et al., 2009; Piva et al., 2014; Wischmann et al., 2014;
[8]: Marci et al., 2012;
[9]: Associazione Europea di Urologia (EAU);
[10]: European Society of Human Reproduction and Embryology;
[11]: Nappi et al., 2004;
[12]: https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2023/11/30/infertilita-1_thumb_720_480.jpg
Federica Papagni
Psicologa, Psicoterapeuta
Endometriosi e dispareunia: quando la malattia si insinua nella sessualità
L’endometriosi è una patologia cronica, infiammatoria e sistemica che colpisce circa il 10% delle persone AFAB[1] in età fertile, come riportato dalla European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE, 2022). La patologia si caratterizza per la presenza di tessuto simil endometriale (simile all’endometrio, ma istologicamente diverso) al di fuori dell’utero.
Gli impianti ectopici di tessuto simil endometriale possono collocarsi in diversi distretti corporei, più comunemente nella zona pelvica che comprende peritoneo, tube ed ovaie. Altre zone molto colpite sono l’intestino, in particolare il setto retto-vaginale, vescica e ureteri, legamenti utero-sacrali, ma anche, più raramente, diaframma, polmoni e pleura.
I sintomi più frequenti sono la dismenorrea (dolore durante le mestruazioni), dispareunia (dolore durante i rapporti) e dolore pelvico cronico. In particolare, poi, a seconda di dove si collocano i focolai di endometriosi la persona sperimenta sintomi differenti, come ad esempio: dischezia (dolore durante la defecazione), disuria (dolore durante la minzione), sanguinamento rettale o ematuria (sangue nelle urine), pneumotoraci ciclici, dolore toracico o emottisi (tosse con sangue), dolore alla spalla.
Ad accompagnare i sintomi dolorosi troviamo anche gonfiore addominale eccessivo ed inspiegabile (“endo-belly”), fatica cronica ed infertilità, la quale colpisce circa il 30% delle donne con endometriosi (ESHRE, 2022).
L’endometriosi ha un impatto notevole sulla psiche delle persone che ne soffrono, anche a causa del ritardo diagnostico stimato con una media di 10 anni ed è spesso correlato ad ansia e depressione. Non solo, la patologia ha un impatto significativo anche sulla salute sessuale della donna e della coppia, a causa di uno dei sintomi più frequenti: la dispareunia.
Vi sono tre tipologie differenti di dispareunia.
La dispareunia profonda riguarda il 50% delle donne che soffrono di endometriosi (Shum et al. 2018). È percepita come un dolore in profondità a seguito delle spinte del pene durante la penetrazione; alcune donne lo descrivono come una pugnalata ed è tipicamente acuto. Non è insolito, però, sperimentare dolore nella zona pelvica nei giorni seguenti, il che risulta piuttosto invalidante.
Alcune donne provano dolore solo in alcune posizione durante i rapporti sessuali, in questo caso, quindi, si parla di dispareunia posizionale. È possibile sperimentare dolore anche durante l’orgasmo a causa delle contrazioni vaginali e quindi anche in assenza di penetrazione. Questo dato è spesso trascurato dalla ricerca ma è di grande rilievo poiché il picco del piacere coincide col picco di dolore e ciò ha notevoli ripercussioni.
In ultimo, ma non per importanza, vi è la dispareunia superficiale. In questo caso il dolore si presenta proprio all’ingresso del pene nel primo tratto del canale vaginale, rendendo talvolta impossibile la penetrazione.
Tutti i tipi di dispareunia, benché sostenuti da una causa organica, hanno un impatto psicologico sulla persona che li sperimenta poiché il rapporto sessuale viene associato ad un momento doloroso.
Le conseguenze sono l’evitamento dei rapporti sessuali fino ad una completa astensione, privandosi così di ogni forma di piacere. È comune, dunque, provare sentimenti di vergogna o di colpa, soprattutto all’interno di una relazione eterosessuale[2]. Questo comporta conflitti ed incomprensioni nella coppia, dovute alla difficoltà di comunicare il proprio dolore e alle frequenti occasioni in cui questo è oggetto di invalidazione (Facchin, 2023).
In uno studio di Matias-Gonzalez et al, (2020) alcune donne hanno riferito di essere state accusate dai propri partner di aver utilizzato l’esperienza del dolore come un escamotage per evitare i rapporti sessuali o per nascondere relazioni extraconiugali.
Secondo uno studio di Wahl et al, (2021) l’astensione dai rapporti sessuali può riguardare fino all’88% delle donne affette da questa patologia. Tuttavia emerge come, sebbene questa strategia risparmia un’esperienza di dolore, al tempo stesso aumenta il senso di frustrazione, insoddisfazione per la propria sessualità e maggiori conflitti.
L’alternativa è quella di sopportare il dolore in modo rassegnato e passivo, spesso indotta dai retaggi patriarcali e socioculturali nel tentativo di non deludere il partner e di evitare la perdita del legame affettivo.
Il vissuto delle donne con endometriosi è quindi quello di sentirsi “sbagliate” o spesso “rotte” o “difettose” e di non meritare l’amore del partner poiché non sufficientemente performanti.
Accade spesso che la donna venga considerata portatrice di un problema e delegata nel tentativo di risolvere le difficoltà legate alla sessualità. Tuttavia la sessualità riguarda entrambi i partner coinvolti nella relazione e per questo un percorso di coppia di consulenza sessuale può rivelarsi utile per ristabilire l’armonia nella coppia, migliorare la comunicazione e adottare nuove strategie più funzionali ed adattive per sentirsi sufficientemente soddisfatti della propria vita sessuale anche a fronte di una patologia invalidante quale l’endometriosi.
Bibliografia:
ESHRE Endometriosis Guideline Development Group (2022), “Endometriosis. Guideline of European Society of Human Reproduction and Embryology”, testo disponibile al sito: www.eshre.eu/Guideline/Endometriosis.
Facchin, F. (2023) “L’endometriosi tra ricerca e ascolto clinico. La persona, i legami, la società”, Franco Angeli.
Matías-González Y., Sánchez-Galarza A.N., Flores-Caldera I., Rivera-Segarra E. (2020), ‘”Es que tú eres una changa: stigma experiences among Latina women living with endometriosis”, Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynaecology, 42, 1: 67-74.
Wahl K.J., Imtiaz S., Lisonek M., Joseph K.S., Smith K.B., Yong P.J., Cox S.M. (2021), “Dyspareunia in their own words: a qualitative description of endometriosis-associated sexual pain”, Sexual Medicine, 9, 1: 100274.
[1] AFAB: persone assegnate femmine alla nascita.
[2] Le ricerche sull’endometriosi riguardano principalmente donne cis gender eterosessuali.
Alessandra Somma
Assistente Sociale
“Vengo anch’io…no, tu no!” Sessualità & Disabilità
“Vengo anch’io! … no, tu no… ma perché? Perché no…” recita una canzone di Jannacci e con questo gioco di parole allusive ho voluto iniziare la mia riflessione sulla sessualità e il diritto di viverla anche da parte delle persone “disabili” forse considerate erroneamente “asessuate”, dando per scontato che siano prive di desiderio e/o non idonee a vivere e sperimentare la sessualità, non adeguate ad avere una relazione e questo è spesso fonte di discriminazione che può portare ad un vissuto di malessere.
Perché gli esseri umani fanno sesso? amore? desiderio? necessità fisica? procreazione? i motivi più dichiarati forse sono il piacere, l’attrazione, il desiderio di sentirsi amati e desiderati, l’amore, ma in realtà tutto si inserisce in un quadro molto più complesso; la sessualità non si può limitare al desiderio di stare con l’altro o ad una necessità biologica.
Per anni, e per molte persone forse è ancora così, si è pensato che le ragioni del sesso fossero unicamente legate alla riproduzione e al piacere. In realtà, le motivazioni che spingono ad avere un’interazione sessuale sono sempre più complesse e variegate, perché si è compreso che la sessualità è una questione relazionale, sociale, emotiva, …altro è fare sesso.
La sessualità̀ è un aspetto centrale dell’essere umano e comprende il sesso, le identità̀ e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità̀ e la riproduzione.
I motivi quindi che spingono l’essere umano a vivere la sessualità non si possono esaurire in qualche riga perché sono infiniti proprio perché dipendono dalla persona, dalla sua storia, dalla cultura, dall’educazione, dalla situazione contestuale e dai sentimenti provati.
Oggi sappiamo che la sessualità, in quanto bisogno innato dell’essere umano, è un diritto, l’OMS riconosce all’interno dei diritti umani fondamentali anche i diritti sessuali (Glossario su Genere e salute Riproduttiva dell’OMS 2002).
Ogni individuo ha il diritto al miglior livello raggiungibile di salute e di benessere e il piacere sessuale, compreso l’autoerotismo, è una fonte di benessere fisico, psicologico, intellettuale e spirituale. (WAS 2014).
Ad oggi sono stati fatti passi avanti in materia, vi è una maggiore conoscenza ma occorrono progetti che possano aiutare le persone con disabilità psico-fisiche nella sperimentazione dell’affettività e della sessualità, abbattendo stereotipi e rendendo concreto un diritto di tutti. Credo sia molto importante investire su percorsi di formazione/ educazione all’affettività e alla sessualità, per e con gli operatori che lavorano con le persone con disabilità e soprattutto per e con i familiari/caregiver.
Pur essendoci grosse differenze tra disabilità fisiche e psichiche/intellettive, occorre uscire dall’ottica della disabilità come impossibilità, come una inabilità, e vederla come una diversa abilità che va aiutata a raggiungere l’obiettivo; troppe persone presumono che lo stato di “disabile” precluda l’accesso al piacere o la capacità fisica di fare del sesso…pregiudizi, leggende, credenze metropolitane…la sessualità non è una “categoria a parte” ma contribuisce alla formazione globale di ciascuno di noi, è parte della vita di ogni persona, disabile o no.
La sessualità è relazione, scambio capace di far conoscere e conoscersi; è l’incontro con sé stessi che si realizza attraverso l’altro e gli altri; è parte integrante dell’individuo, della persona…la persona è un essere sessuato e quindi anche il disabile!
La persona disabile desidera nello stesso modo di chiunque altro e il sesso è un diritto di chi lo desidera, non un lusso concesso solo a qualcuno, occorre abbattere non solo le barriere fisiche ma anche quelle mentali e socioculturali e riportare il sesso al suo stato originale: un qualcosa di estremamente naturale e dare la possibilità a tutti di scegliere, senza giudicare ma al contrario avendo sempre uno sguardo amorevole, guardando sempre quello che c’è e non quello che manca…
Il binomio sessualità-disabilità è ancora oggi per molti un tabù: non se ne parla, si predilige il silenzio ma tuttavia, non manca chi al contrario riconosce l’importanza dell’appagamento del bisogno seppur con modalità alternative quali l’ O.E.A.S. (Operatore all’Emotività, all’Affettività, alla Sessualità) per le situazioni in cui la gravità della disabilità è tale da rendere difficile se non impossibile alla persona disabile creare relazioni affettive e sessuali…ma questa è tutta un’altra storia…
BIBLIOGRAFIA
Giulia Liggieri
Infermiera
L’impatto dei disturbi del sonno sulla funzione sessuale
Introduzione
Un sonno di qualità e di durata sufficiente risulta fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute sia fisica che psichica, tanto da essere considerato, insieme ad alimentazione corretta ed esercizio fisico, “il terzo pilastro della salute”. (1)
Il fabbisogno medio di sonno per l’adulto corrisponde a 7-8 ore, ma un significativo numero di persone appartenenti alla nostra società moderna dorme abitualmente meno di 6 ore a notte, vivendo così in uno stato di deprivazione cronica del sonno. (2)
Apnee ostruttive del sonno (OSA), insonnia, sindrome del turnista e sindrome delle gambe senza riposo rappresentano disturbi che possono influire anche significativamente su molti aspetti della salute, compresa la funzione sessuale. (1)
Il sonno e le sue fasi
Dal punto di vista neurofisiologico si distinguono due principali fasi del sonno che nel corso di una notte di riposo si ripresentano più volte in modo ciclico: il sonno REM (Rapid Eye Movement), così definito per i movimenti oculari rapidi e frequenti che lo caratterizzano, spesso associato a sogni vividi ed intensa attività cerebrale, ed il sonno NREM (Non Rapid Eye Movement) senza movimenti oculari rapidi, associato ad una ridotta attività neuronale.
La prima parte di un ciclo di sonno è costituita dal sonno NREM, che rappresenta il 75-80% del tempo di sonno totale e che viene ulteriormente suddiviso in quattro stadi: stadio 1 (addormentamento), stadio 2 (sonno leggero), stadio 3 (sonno profondo) e stadio 4 (sonno profondo effettivo).
Durante la fase NREM si assiste ad un graduale rallentamento della frequenza dell’ attività dell’EEG ed il tono muscolare è solo ridotto rispetto ai livelli di veglia.
Gli stadi 3 e 4 rappresentano le fasi di sonno più profondo in cui l’intensità dello stimolo necessario per risvegliare un individuo risulta essere più elevata.
L’ultima fase del ciclo è costituita dal sonno REM, che rappresenta il 20-25% del tempo totale di sonno ed è caratterizzato, oltre che dalla presenza dei rapidi movimenti oculari, da una marcata riduzione del tono muscolare e da un’attività EEG desincronizzata e veloce simile a quella presente nello stato di veglia. Per via di tale condizione il sonno REM viene anche definito “sonno paradosso”.
Ciascun ciclo di sonno ha una durata di circa 70-120 minuti e si ripete in modalità organizzata circa 4-6 volte nell’arco di una notte, e nella sua dinamicità e complessità può risentire di numerose influenze sia esterne che interne che possono alterarne la stabilità (3).
Gli effetti dei disturbi del sonno
La letteratura scientifica ha ampiamente posto l’attenzione sul ruolo del sonno nel mantenimento di numerose funzioni vitali, tra cui sviluppo, risposta immunitaria, stato di vigilanza e condizione psicologica. È stato altresì dimostrato come l’insonnia rappresenti un fattore di rischio per numerose condizioni patologiche, come insufficienza cardiaca, malattie cardiovascolari, infarto acuto del miocardio, ipertensione arteriosa e diabete mellito di tipo 2. (4)
La relazione specifica tra disturbi del sonno e disfunzioni sessuali era già stata suggerita da Sigmund Freud all’inizio del XX secolo. Successivamente sono stati condotti altri studi nei quali è stato dimostrato che il sonno insufficiente o il sonno di scarsa qualità hanno effetti negativi sul benessere sessuale. (5) Nel complesso, però, il tema si dimostra non ancora sufficientemente approfondito.
Gli studi presenti in letteratura riguardano in particolare i disturbi del sonno correlati alla respirazione e le parasonnie.
In merito alla prima categoria è emersa una correlazione tra l’apnea ostruttiva del sonno (OSA) e problematiche o disfunzioni di natura sessuale. Più in specifico, nell’uomo è stata dimostrata una significativa associazione tra l’OSA e la disfunzione erettile, nelle donne tra OSA e disfunzioni sessuali in generale e distress. (6)
L’OSA è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori che si verificano durante il sonno e durano oltre 10 secondi, associati a desaturazione e brevissimi risvegli, responsabili di una marcata frammentazione del sonno notturno. (7)
Sono stati proposti diversi meccanismi per spiegare l’associazione tra OSA e disfunzione erettile (DE): ad esempio, la privazione del sonno può portare a diminuzione del testosterone durante la notte. Un’altra ipotesi è la correlazione tra ipossia e aumento dei livelli di endotelina, con conseguente compromissione della vasodilatazione a livello penieno e dunque dell’erezione. (8)
Va posta l’attenzione anche sulle conseguenze che la privazione del sonno può portare sull’aspetto emotivo-affettivo, con progressivo malessere caratterizzato da riduzione dell’energia vitale, tono dell’umore che vira al depresso, presenza di ansia e aumento dell’irritabilità. Queste alterazioni si ripercuotono poi sul desiderio e sull’eccitazione mentale, portando in frenata tutto il circuito della funzione sessuale. (9)
Circa questo tema, uno studio che interessa la popolazione femminile ha infatti dimostrato come dormire bene e le giuste ore aumenti il desiderio, la risposta genitale e la probabilità di attività sessuale. (6)
Conclusioni
Il legame presente tra benessere sessuale e sonno, seppur richieda ancora ulteriori approfondimenti in letteratura, non deve essere trascurato in anamnesi da parte del medico di famiglia o dello specialista. È necessaria infatti una corretta valutazione diagnostica nei pazienti con disfunzioni sessuali che presentino disturbi del sonno concomitanti, al fine di avviare interventi mirati al miglioramento della qualità del riposo. (1)
BIBLIOGRAFIA:
Alessandra Zamai
Psicologa
SESSUALITA’ ED EVOLUZIONE ARTISTICA NEI SECOLI
L’evoluzione dell’arte è il più affascinante di tutti gli aspetti della cultura dell’essere umano, in quanto essa è l’attività che più di tutte ci differenzia dalle altre specie. Ma la domanda che viene spesso posta è: cosa si intende per arte e cosa no? In genere l’arte è rendere emozionante e straordinario l’ordinario, rappresentando ciò la cultura e la società trasmettono in un determinato periodo storico, permettendo ai posteri di intravedere uno scorcio di quello che era la vita di quel tempo.
La sessualità, in quanto insieme strutturato di componenti anatomiche, fisiologiche, psicologiche e sociali, fa parte di quella sfera di aspetti che si inseriscono nel tessuto sociale e pertanto vengono volontariamente o meno, espressi anch’essi nell’arte. Analizzare quindi l’evoluzione di entrambe le componenti, non solo può portare alla luce come l’idea di sessualità si sia evoluta nel corso dei secoli, ma anche come essa sia stata condizionata dalle influenze culturali di ogni periodo storico.
Le prime rappresentazioni artistiche di figure femminili e maschili mostrate interamente nude, risalgono al Paleolitico, epoca in cui le raffigurazioni dei corpi femminili venivano scolpite da donne, come simboli di fertilità, mentre quelle maschili come simboli di predominazione, ai fini di sostenere la relazione uomo-donna come sicurezza biologica di continuità della specie.
Nei secoli successivi, nell’arte babilonese ed etrusca, si nota come l’erotismo invece assuma rilevanza in ogni attività della vita: sebbene il matrimonio e la famiglia fossero il destino imposto, questo non impediva di vivere al contempo una sessualità praticata per il proprio piacere, libera da una morale socialmente imposta, e anzi, favorita dalla religione stessa, in cui anche le divinità ne risultano un esempio. Le donne, sebbene fossero soggette ad una cultura fortemente patriarcale, nella sessualità erano libere di esprimersi e di godere esattamente come gli uomini, senza venir considerate oggetti o strumenti del piacere.
Anche nell’arte greco-romana l’erotismo viene rappresentato come un atteggiamento ludico e di convivialità, tra uomini e cortigiane o uomini e altri uomini. Inoltre i rapporti sessuali vengono descritti come riti di passaggio: i maschi per assumere la funzione di cittadini attivi nel pubblico, le femmine al ruolo di spose e madri. Pertanto il ruolo della donna non prevedeva un’erotismo ed una sensualità al di fuori delle mura di casa e con mero scopo riproduttivo, a meno che non si trattasse di una cortigiana, il cui ruolo tuttavia era quello di appagare sessualmente degli uomini, tralasciando il proprio volere o piacere personale.
Successivamente con l’avvento del Cristianesimo si assiste ad una nuova etica sessuale che rifiuta il piacere, demonizza il corpo, condannandolo al peccato e privandolo, soprattutto quello femminile, della sua dignità. Questo si concretizza nelle iconografie che rappresentano l’albero del bene e del male non più come un melo, ma come un fico, in quanto il frutto maturo del fico viene associato alla vulva. Di fatti le donne incarneranno per secoli il simbolo del diavolo e della tentazione, come il serpente della Genesi con il volto di donna.
L’influenza della Chiesa dominerà fino alla fine del Medioevo e solo a partire dal XIII secolo, grazie alla poesia cortese, l’erotismo per quanto spiritualizzato, si riapproprierà del suo aspetto sensuale. Quando si incomincia ad affermare la seduzione del corpo femminile il petto si scopre, lasciando il seno in vista, affermando il suo potere erotico, costituendo un fenomeno sociale importante. Sebbene l’amor cortese promuova l’abnegazione dell’uomo, che sopprime la propria volontà davanti all’essere superiore della donna, questo porta con sé anche il concetto di possesso e controllo, come si evince dalle raffigurazioni di dame recluse in castelli o in cima a torri altissime senza via di uscita.
Dal XIII al XVIII secolo, l’amore per la bellezza della natura, sarà la base dell’arte rinascimentale e barocca, le quali promuoveranno l’erotismo filtrandolo attraverso gli ideali classici di bellezza e armonia pura, donando alle opere una nuova sensualità. L’icona di Venere, verrà utilizzata spesso come pretesto per rappresentare il nudo femmnile ed i miti pagani per raffigurare desiderio, sensualità ed erotismo.
Gli artisti barocchi introdurranno un realismo che verrà mantenuto anche nei secoli successivi. La ricerca di genuinità sarà sostenuta dalle trasformazioni culturali del XIX e XX secolo, dove si vedrà una crisi dei valori tradizionali all’interno della quale l’arte non vorrà più raccontare delle storie, ma vorrà comunicare emozioni e sensazioni date dalla vita quotidiana e delle componenti irrazionali dell’uomo. Nel XX secolo gli artisti promuoveranno l’erotismo andando contro tutte le istituzioni e anzi, promuovendo la bellezza per il corpo femminile attraverso opere in cui le protagoniste saranno prostitute, le uniche disposte a svestirsi per farsi ritrarre nude. La sensualità e la libertà espressiva nei gesti e negli sguardi rappresentano un’epoca di cambiamenti, in cui i gesti quotidiani diventano interessanti e le imperfezioni e la spontaneità attraenti.
Questa nuova visione dell’erotismo nell’arte pittorica verrà tramandata nel secolo successivo ed espressa con nuove forme di arti visive, fino ai giorni nostri. Ad oggi infatti, possiamo affermare che c’è la consapevolezza che la sessualità faccia parte della storia e della vita dell’essere umano, al punto che per diversi decenni le strategie di marketing si sono basate su ipersessaulizzazioni, principalmente femminili, per attrarre e vendere. Eppure la cultura sta cambiando e la visione a cui ci stiamo avviciniamo è quella di poter utilizzare il proprio corpo come espressione spontanea delle proprie emozioni e caratteristiche sessuali, senza subire giudizi, ma promuovendo il benessere psicofisico ed il proprio sentire.
Bibliografia
Desmond Morris (2014). La scimmia artistica. L’evoluzione dell’arte nella storia dell’uomo. RizzoliSilvia Camagni (2013). Arte Erotica, i capolavori dei grandi maestri. Dix
Morena Moretti
ostetrica
Educazione all’affettività e alla sessualità
Educare alla sessualità e all’affettività significa promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle proprie emozioni per riconoscerle ed imparare a gestirle, attraverso lo sviluppo dell’intelligenza emotiva.
E’ un approccio adeguato all’età e alla cultura riguardante le relazioni e fornisce informazioni scientificamente corrette, realistiche e non giudicanti. Offre l’opportunità sia di esplorare i propri valori e atteggiamenti, sia di sviluppare le competenze decisionali, comunicative e quelle competenze necessarie per la riduzione dei rischi.
L’educazione all’affettività e alla sessualità affronta il tema della sessualità come affettività, relazione, desiderio, rispetto, consenso e identità sessuale e non è solo un trasferimento di informazioni scientifiche.
Deve avere un approccio olistico che aiuta a far maturare nei bambini e negli adolescenti le competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo.
I giovani devono essere sostenuti, rafforzati e messi in grado di gestire le proprie relazioni in modo responsabile, sicuro e appagante, attraverso un processo di empowerment, affinchè possano fare scelte informate e consapevoli e agire in modo responsabile verso sé stessi e gli altri.
Dalla pubertà gli adolescenti crescendo, mostrano curiosità verso la sessualità, guidati da un istinto innato, un bisogno fisiologico dovuto dall’esplosione ormonale e sul web cercano e trovano le risposte alle loro curiosità, grazie all’anonimato e alla libertà offerti.
Tra le maggiori attività svolte in rete dai ragazzi, rientra la visione di contenuti pornografici ed il Sexting, lo scambio di messaggi, immagini, video sessualmente espliciti, in alcuni casi il filmare e diffondere momenti di intimità senza il consenso dell’altra persona (revenge porn).
La pornografia, frutto della spinta naturale dell’eros umano, viene considerata dagli adolescenti un’utile strumento informativo e di esplorazione della propria sessualità, una fonte di idee e di ispirazione, favorendone una demistificazione.
Una parte enorme dei comportamenti sessuali adolescenziali si muove sulle piattaforme di messaggistica istantanea col pericolo di una diffusione senza controllo di questi materiali in rete, quindi vi è la necessità di affrontare queste tematiche con i ragazzi, per proteggerli da possibili pericoli.
Sembra emergere negli adolescenti, non solo il bisogno di vivere la propria sessualità con le regole della società di oggi, ma anche come questo si mescoli col bisogno di mostrarsi, di apparire e di essere apprezzati; molti vivono le proprie relazioni affettive sui social, a distanza, con i concetti di rapporto e di intimità praticamente annientati.
Uno degli aspetti più delicati dell’adolescenza, attorno a cui si concentrano molti interrogativi e dubbi, è spesso rappresentato proprio dalla sessualità e dall’evoluzione del proprio corpo, legato ad un cambiamento dell’immagine che si ha di sé stessi.
I contenuti proposti nell’educazione sessuale devono essere aggiornati con ciò a cui i giovani sono esposti continuamente con internet ed è necessario conoscere il punto di vista dei ragazzi e le loro reali esigenze, per fornire degli strumenti utili alla loro crescita personale, costruendo insieme l’incontro.
Oltre alle nozioni di informazione e prevenzione è necessario esplorare la definizione di sessualità e affettività, emozioni e sentimenti, la costruzione culturale dei generi, identità di genere ed orientamento sessuale.
Un’educazione sessuale inclusiva delle forme non convenzionali di sessualità e delle dinamiche sessuali presenti al di fuori dell’eterosessualità, come le identità LGBTQIA+, svolge anche un ruolo efficace nella prevenzione della violenza di genere e omofobia.
Trattare il concetto del piacere e dell’autoerotismo, l’utilizzo dei sex toys e della pornografia.
Entrare nelle relazioni e nella sessualità, nelle dinamiche racchiuse al suo interno, dell’importanza del rispetto, del consenso, parlare di controllo e di come distinguere una relazione sana da una relazione tossica o dipendenza affettiva.
Il tema della salute sessuale, intesa come stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale, non riguarda solo l’assenza di malattie della sfera sessuale, la salute sessuale e riproduttiva è un importante aspetto della crescita e dello sviluppo, in particolare in età adolescenziale, per evitare che patologie o comportamenti scorretti e dannosi possano compromettere la fertilità ed evitando conseguenze irreversibili.
Tutto ciò contribuisce alla crescita personale dei giovani anche rispetto al riconoscimento e alla gestione delle proprie emozioni, alla costruzione della propria identità per non lasciarli soli ad imparare alcune delle lezioni più importanti della loro vita.
Nell’affrontare i temi legati alla sessualità bisogna tener conto anche di tutte quelle sfumature che la circondano, perchè sessualità è relazione ed è anche affettività. Parlare della sessualità non può prescindere dal considerare quella dimensione legata al riconoscimento, comprensione e gestione dei sentimenti e delle emozioni che si sperimentano, sia nella sfera personale che interpersonale, al trovare delle modalità con cui esprimerli ed entrare in relazione con l’altro.
E’ una educazione alle relazioni, in cui insegnare a chiedersi cosa si vuole da una relazione, a chiarire le aspettative reciproche, a comunicare i propri confini e desideri, a riconoscere e gestire le proprie emozioni, influenzate da molteplici fattori, a promuovere la cura e l’amore per sé stessi e il rispetto per gli altri.
Riferimenti
http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.3100.18PDL0146570.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Educazione_sessuale
UNESCO. https://www.unaids.org/sites/default/files/media_asset/ITGSE_en.pdf
https://www.lindipendente.online/2021/11/24/litalia-ha-un-problema-con-leducazione-sessuale/
https://www.nssgclub.com/it/lifestyle/27877/educazione-sessuale-italia
https://www.thewom.it/culture/womfactor/educazione-sessuale-scuola-petizione
http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.3100.18PDL0146570.pdf
Per approfondire consulta:
Standard per l’educazione sessuale in Europa Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA.
Normativa dell’area Salute riproduttiva anno 2023
12/12/2023 Decreto ministeriale del Ministero della Salute: Rideterminazione della composizione del Tavolo tecnico di approfondimento delle tematiche relative alla procreazione medicalmente assistita (PMA)(pdf, 0.18 Mb)
09/06/2023 DECRETO del Ministero della Salute: Tavolo tecnico di approfondimento delle tematiche concernenti gli stili di vita per favorire la fertilità(pdf, 1.27 Mb)
08/06/2023 DECRETO MINISTERIALE del Ministero della Salute: Tavolo tecnico di approfondimento delle tematiche concernenti gli stili di vita per favorire la fertilità (pdf, 0.28 Mb)
Zanconi Samantha
Psicologa
Desiderio sessuale – Cause possibili della morte del desiderio sessuale negli adolescenti e analisi del sistema sociale
Dall’ultimo rapporto Censis-Bayer sui comportamenti sessuali degli italiani, si rileva che 1,6 milioni di persone tra i 18 e i 40 anni non fanno sesso: l’11,6 percento del totale (Censis, “Rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani”, 2019).
Oggi è un insieme di fattori a portare al ritiro dell’intimità, come spiega Vittorio Lingiardi: «Innanzitutto la vita online, per molte persone, giovani o meno, si è mangiata buona parte della vita offline. Il fatto che la vita di molti si sia virtualizzata e il contatto con “la brutalità delle cose”, per citare un’espressione usata dalla psicoanalista Lorena Preta, si sia rarefatto, rende probabilmente più ritrose, insicure e vulnerabili, anche narcisisticamente, molte persone» (S. Alliva, 2022).
Il problema sembra essere così diffuso che in superficie non sembra notarsi. Lo psicoanalista Luigi Zoja nel suo ultimo saggio, Il declino del desiderio (Einaudi, 2002) afferma che “la sessualità è stata una delle grandi protagoniste del XX secolo, ma oggi sembra essere avviata verso la dissoluzione, e in pochissimi ne parlano”. Il professore spiega le ragioni di questa recessione con una metafora: «Di fronte alle sempre maggiori libertà sessuali che la società civile ha conquistato, dagli anni ’70 in poi, l’uomo si ritira impaurito come uno scalatore che, arrivato in alto, si spaventa per l’abisso che proprio lui aveva voluto sfidare». A questo calo del desiderio, si somma il perpetuo stato di crisi, economico, sanitario, ambientale e geopolitico, a cui la storia recente ci ha abituato: «l’instabilità genera ansia e depressione, che sono le principali nemiche dell’eros». Nemmeno la rivoluzione digitale aiuta: «i social media generano frustrazione, con la loro imposizione di modelli irraggiungibili; le app di incontri condiscono il corteggiamento con un elemento freddo e l’esponenziale diffusione della pornografia online restringe le fantasie e spinge in un angolo le attività erotiche reali».
Il fatto che adolescenti e giovani adulti abbiano scarsissimo desiderio sessuale deve spronare i professionisti a domandarsi come mai in un’età in cui, biologicamente, questo dovrebbe essere al massimo, gli adolescenti si ritirano nel farvi esperienza.
I motivi come accennato sopra possono essere molteplici: la saturazione psichica, dovuta alla sovraesposizione a stimoli erotici “sopramassimali”, perché trasgressivi, di tipo visivo, specialmente su Internet, cui consegue un’eccitazione mentale marcata, che non si associa a una reale esperienza fisicamente gratificante; esperienze sessuali precoci e rapide, spesso promiscue, in cui il frequente scarico genitale non si accompagna a una parallela maturazione di un erotismo psichico di qualità.
Sembra che gli adolescenti non sappiano assaporare l’attesa, la distanza, il gioco della seduzione e della conquista; non hanno nemmeno mai provato l’emozione struggente per la nascita di un sentimento amoroso. Questi ragazzi eroticamente anoressici spesso non sanno nemmeno che cosa sia il gusto del gioco d’amore e della passione esclusiva. Lo ignorano – e a volte perfino lo deridono – non sapendo di aver perso una parte essenziale del gusto di sentirsi profondamente felici e vivi. Senza innamoramento, senza un’attrazione specifica per una singola donna (o uomo), il “sesso per il sesso” diventa ripetitivo e, per alcuni almeno, alla fine noioso.
«La libido non è che un’altra entità nella lista delle specie in via di estinzione, privata del suo habitat naturale, ovvero una situazione sociale che detta i suoi ritmi, i suoi interessi e i suoi legami», scrive D. Pettman, nel suo saggio “Ecologia erotica Sesso, libido e collasso del desiderio”, (Tlon, 2023). Secondo lo studioso, nella società attuale mancherebbe un ambiente favorevole alla sopravvivenza dell’erotismo e in ogni caso, la perdita del desiderio, a ogni età, è un segnale importante di crisi, su cui è necessario interrogarsi facendo sempre riferimento ai continui cambiamenti sociali che determinano i nostri comportamenti sessuali.
Bibliografia
Dominic Pettman, “Ecologia erotica”, Tlon, 2023.
Fondazione Censis, “Rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani”, 2019.
Luigi Zoja, Il declino del desiderio, Einaudi, 2002.
Simone Alliva, “Sesso? No, grazie. Cresce la generazione dei senza desiderio”, Espresso, 2022.
Michela Ballarini
Dottoressa in Psicologia Clinico-Dinamica
L’impatto della disabilità acquisita sulla sessualità
La sessualità è un aspetto fondamentale dell’esperienza umana, che abbraccia una vasta gamma di dimensioni emotive, fisiche e psicologiche. Essa include le percezioni di sé e del proprio genere, desideri, fantasie e comportamenti sessuali, i quali sono influenzati da fattori personali, sociali e culturali (Rieve, 1989). Le disabilità acquisite possono derivare da una varietà di cause, come incidenti, malattie, lesioni cerebrali, ictus e altre condizioni mediche che possono compromettere le funzioni fisiche, cognitive o sensoriali di un individuo. È perciò necessario prendere in considerazione come queste disabilità possano avere un impatto significativo sulla sessualità e sull’espressione sessuale delle persone coinvolte. Infatti, secondo un recente articolo, non essere in grado di esercitare pienamente la propria sessualità e non avere accesso a una vita piena di godimento sarebbe più invalidante della disabilità stessa (Míguez Passada, 2020). L’Osservatorio della Disabilità Fisica (ODF) spagnolo riporta che nel 2015, su 1.505.645 donne con disabilità fisico-motorie, il 6% presentava un’elevata soddisfazione sessuale mentre il 72% una bassa soddisfazione sessuale. https://repositorio.comillas.edu/xmlui/bitstream/handle/11531/1052/TFM000123
Nell’analisi qualitativa riguardante il modo in cui i soggetti con disabilità fisica acquisita vivono la propria sessualità bisogna considerare lo stigma a cui sono esposti. Gli individui con disabilità sono, infatti, comunemente visti come asessuati a causa di un’idea eteronormativa predominante del sesso e di ciò che è considerato naturale (Morales et al., 2016). Lo stigma può portare gli individui a interiorizzare i concetti di asessualità e può avere un impatto negativo sulla fiducia, sul desiderio e sulla capacità di trovare un partner, distorcendo la percezione che l’individuo ha di sé e della propria sessualità (Esmail et al., 2010).
In una recente analisi qualitativa sono state condotte alcune interviste per indagare l’esperienza della sessualità nelle persone con disabilità motorie acquisite (Sologuren-García et al., 2023). In particolare sono state indagate le dimensioni di genere (riguardanti la concezione dell’essere uomo/donna, ruoli, stereotipi e discriminazione), legame affettivo (riguardanti rapporti interpersonali e rotture relazionali), erotismo (riguardanti privacy, significato della sessualità, soddisfazione sessuale, masturbazione, pornografia, forme di espressione delle zone erogene, piacere sessuale, difficoltà negli incontri sessuali, educazione sessuale, educazione sessuale dell’équipe sanitaria), e riproduttività (riguardanti maternità e paternità e la possibilità di prendere decisioni in merito alla propria riproduttività).
Un risultato generale rilevato sia negli uomini che nelle donne, è costituito dalle maggiori difficoltà riscontrate negli incontri sessuali a causa della mancanza di mobilità. Molti dei partecipanti hanno dichiarato come la loro vita sessuale sia finita dopo aver sviluppato la disabilità anche a causa di limitazioni psicosociali come dolore, alterazioni funzionali, depressione, bassa autostima, discriminazione, esclusione, stigma e barriere socio-ambientali), mentre altri hanno cercato modalità alternative per esercitarla nella loro nuova condizione. È, infatti, emerso come man mano che la sensibilità veniva persa o diminuita nell’area genitale a causa della disabilità, essa aumentava in altre aree.
Inoltre la ricerca ha sottolineato come per le persone con disabilità di entrambi i generi sia importante costruire legami emotivi solidi che potenzino le loro relazioni interpersonali, essenziali per una maggiore fiducia in sé stessi ed una soddisfacente espressione sessuale.
Sono state poste in evidenza anche alcune differenze tra la sessualità maschile e femminile. Per quanto riguarda gli incontri sessuali, negli uomini i sentimenti di annullamento della propria sessualità deriverebbero principalmente da una concezione coitocentrica non riconoscendo altre forme di espressione sessuale. Tale concezione genererebbe sentimenti di frustrazione soprattutto in coloro che hanno perso sensibilità nella zona genitale. Per quanto riguarda le donne, invece, predominava una concezione più globale, che consentiva loro un maggiore benessere e soddisfazione.
Inoltre è stato dimostrato come le donne con lesione del midollo spinale, in cui la capacità sessuale è significativamente alterata, non presentano necessariamente disfunzioni sessuali e possono avere una vita sessuale attiva e piacevole, purché ricevano informazioni, istruzione e riabilitazione precoce (Merghati-Khoei et al., 2017).
Infine entrambi i generi hanno affermato che sia i governi che gli operatori sanitari non si siano interessati alla loro salute sessuale (Sologuren-García et al., 2023).
L’assenza di informazioni e di programmi completi di educazione sessuale e disabilità, si tradurrebbe perciò nel rafforzamento degli stereotipi e della discriminazione nei confronti delle persone con disabilità (Esmail et al., 2010; Sologuren-García et al., 2023). Per questo motivo una corretta educazione sessuale sarebbe necessaria affinché i soggetti possano sperimentare nuove forme di sessualità a seguito dello sviluppo della disabilità.
Bibliografia
Esmail, S., Darry, K., Walter, A., & Knupp, H. (2010). Attitudes and perceptions towards disability and sexuality. Disability and Rehabilitation, 32(14), 1148–1155. https://doi.org/10.3109/09638280903419277
https://repositorio.comillas.edu/xmlui/bitstream/handle/11531/1052/TFM000123
Merghati-Khoei, E., Emami-Razavi, S. H., Bakhtiyari, M., Lamyian, M., Hajmirzaei, S., Ton-tab Haghighi, S., Korte, J. E., & Maasoumi, R. (2017). Spinal cord injury and women’s sexual life: Case–control study. Spinal Cord, 55(3), 269–273. https://doi.org/10.1038/sc.2016.106
Míguez Passada, M. N. (2020). Discapacidad y sexualidad en América Latina: Hacia la construcción del acompañamiento sexual. Nómadas, 52, 133–147. https://doi.org/10.30578/nomadas.n52a8
Morales, E., Gauthier, V., Edwards, G., & Courtois, F. (2016). Masturbation Practices of Men and Women with Upper Limb Motor Disabilities. Sexuality and Disability, 34(4), 417–431. https://doi.org/10.1007/s11195-016-9445-9
Rieve, J. E. (1989). Sexuality and the adult with acquired physical disability. The Nursing Clinics of North America, 24(1), 265–276.
Sologuren-García, G., Linares, C. L., Flores, J. R., Mendoza-Mamani, K., Pilco, R. M., Escobar-Bermejo, G., Sotelo-Gonzales, S., & Palza-Portugal, G. (2023). Breaking the taboo: Qualitative analysis of the sexuality in people with acquired motor disability. BMC Psychology, 11(1), 380. https://doi.org/10.1186/s40359-023-01423-9
PATRIZIA SANTONI
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Sessuologa clinica, Terapeuta EMDR
ASTROLOGIA E SESSUALITA’
Nell’universo tutto è energia. La Luna, come tutti sappiamo, provoca il fenomeno delle maree attraverso il moto intorno alla Terra ed è abitudine considerare le sue fasi per scegliere i giorni propizi per tagliare la legna, raccogliere erbe medicinali, seminare i raccolti o addirittura tagliare i capelli. Significa che nei secoli l’uomo ha ben compreso quanto la Luna ma anche i pianeti influenzino concretamente la vita reale con le loro energie.
L’astrologia è una scienza antichissima e fin dal 3000 a.C. in Mesopotamia si facevano previsioni in base alla posizione del Sole, della Luna e dei cinque pianeti più vicini alla Terra. I segni astrologici, come li conosciamo oggi, furono codificati addirittura dai babilonesi intorno al IV secolo avanti Cristo. Nell’astrologia si redige un Tema Natale utilizzando il giorno, mese, anno, ora e luogo di nascita ed il grafico, il cerchio che si produce, è composto da dodici case che descrivono simbolicamente ogni settore della vita.
La prima casa inizia con l’Ascendente: è la casa della personalità, della struttura fisica, della prima impressione, ciò che è osservabile, come ci si mostra e ci si comporta ed esprime al mondo esterno. Solo però con una più approfondita conoscenza, viene palesata la vera essenza dell’Io, rivelata dalla posizione del Sole del segno zodiacale di Nascita. La seconda casa è definita la casa del denaro, l’habitat naturale che ciascuno trova attorno a sé al momento della nascita, beni familiari, possibilità di acquisti o perdite. La terza casa indica i rapporti con l’ambiente sociale naturale, il grado di socievolezza, di comunicazione, le capacità oratorie. La quarta casa indica il rapporto con i genitori, la famiglia di origine, il desiderio di focolare domestico, le tradizioni, i beni immobili. La quinta casa rappresenta la sessualità, gli svaghi, le attività creative, il teatro, l’innamoramento, i figli. La sesta casa è in analogia con lo stato di salute, con le malattie, le cure, l’igiene personale, le diete, l’ordine, i dipendenti, il lavoro, la quotidianità. La settima casa testimonia il grado di apertura verso l’Altro, il modo di intendere la relazione stabile di coppia, il matrimonio ma anche le associazioni di affari. La ottava indica le eredità, i soldi guadagnati, l’idea della morte, la propensione per l’occulto, l’esoterico, il noir, le perversioni. La nona è la casa degli studi superiori, della filosofia, i viaggi, le esplorazioni, le avventure senza troppa organizzazione, la geografia, l’estero, la ricerca profonda del misticismo. La decima è la casa della realizzazione in ambito professionale, le ambizioni, le mete raggiunte, l’emancipazione e lo svincolo dalla famiglia di origine. L’undicesima casa è per antonomasia la casa dell’amicizia, della fratellanza, dei progetti, della modernità e apertura alle innovazioni, alla tecnologia e per finire la dodicesima è la casa dell’infinito, della religione, delle prove, dei dolori, delle malattie gravi, delle limitazioni, degli ospedali o carceri.
Nel fatidico attimo del primo vagito vengono “fotografati” ben dodici pianeti: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone, Proserpina ed Eris che popolano il cielo e che con un gioco di variabili combinazioni favorevoli o disarmoniche in base ai gradi di distanza fra loro, determinano con le loro energie, le caratteristiche delle personalità. Ogni Pianeta, governatore di un Segno e di una Casa, porta in sé un Archetipo, un Elemento, una simbologia, influenze, forze che frenano o attivano in base alla Casa in cui si trovano a transitare, con moti, cicli, tempi, creando un mosaico evolutivo in costante movimento e mutamento. Nella filosofia dell’astrologia, ogni avvenimento, ogni ostacolo porta con sé la possibilità di una evoluzione della nostra Anima, una crescita spirituale e una presa di consapevolezza di noi stessi, delle nostre risorse, motivazioni, valori, specificità e unicità, capacità ed attitudini nella realizzazione più piena delle potenzialità natali in armonia con l’Universo.
L’astrofisica di fama mondiale Margherita Hack ha paragonato il cielo a un “vero e proprio immenso laboratorio di fisica che si srotola sulle nostre teste”. Il Tema Natale è pertanto una mappa del cielo, il nostro DNA astrologico, un linguaggio capace di rivelare l’Archetipo di ciò che la persona è nella sua totalità: corpo, mente, pensieri, pulsioni, bisogni, desideri, sentimenti ed emozioni, nel suo personale viaggio, esteriore ed interiore, in questa vita alla ricerca di Sé stesso.
La sessualità è relazione e ovviamente ogni individuo si avvicina all’Altro con ben peculiari caratteristiche e perciò dovrebbe essere preso in esame l’insieme del Tema Natale. L’unione inoltre dei due Cieli personali crea una Sinartria che indica, come si manifesterà, come sarà vissuta quella specifica diade, in ogni settore della vita, sessualità compresa. Ogni individuo infatti, pur portando nell’incontro con l’altro la propria individualità, tenderà ad esprimersi in modo diverso con partner diversi.
In questo articolo verrà presa in esame la sessualità in una lettura macroscopica.
Osservando il Tema Natale, è la quinta Casa che suggerisce, determina, l’espressione della sessualità di un individuo, l’importanza che le viene attribuita, quali saranno le sue tendenze, le sue predisposizioni, ma parlerà anche delle paure che può suscitare entrare in relazione intima con l’Altro. La quinta casa quando esprime al massimo l’Archetipo è autentica essenza vitale, energia pura, fonte di vita, vitalità incanalata negli eccessi e alla tendenza al godere dei piaceri della vita, pulsione alla riproduzione che si concretizza attraverso il sesso, sia come atto fisico che come atteggiamento mentale favorevole o contrario al desiderio di avere figli. È la casa delle passioni, del sesso come gioco, della libera espressione del desiderio come esplorazione e scoperta, del sentimento. L’eccesso, la disinibizione e la mancanza di limiti e freni porta all’ipersessualità, all’esibizionismo e al voyeurismo bonaccione.
Sia che la quinta Casa contenga lo stesso Sole o un altro Pianeta o che sia vuota, la sessualità, accettata o rifiutata, fa parte di ogni essere umano, ed è influenzata, che lo si voglia o meno, anche da una complessa attività ghiandolare ed ormonale: gli ormoni estrogeni che si formano nell’ovaio sono legati a Venere, mentre a Marte gli ormoni androgeni che si formano nel testicolo. Lesioni a pianeti o posizioni che stimolano, possono preannunciare pertanto disfunzioni organiche che si esprimono con problematiche sessuali.
L’individuo porterà nella relazione sessuale la personalità dell’Ascendente, l’essenza dell’Io Solare, la sensibilità della Luna, la comunicabilità di Mercurio, le caratteristiche relazionali di Venere, la pulsione di Marte, la convivialità godereccia di Giove, i freni ed inibizioni di Saturno, le illusioni o fughe di Nettuno e le ombre e perversioni di Plutone in un gioco infinito di aspetti che rendono l’individuo poliedrico e unico. La sessualità di ogni individuo, come suggerisce la Casa, può essere pertanto valutata e diagnosticata tenendo conto di affinità o incompatibilità nel complesso disegno del Tema Natale personale.
Se entriamo un po’ più nel dettaglio dell’interpretazione di alcune simbologie, la posizione di Venere ad esempio nella sessualità racconta come viene integrato il sentimento nella relazione, il suo approccio alla vita di coppia intesa anche nella quotidianità, nella convenzionalità, la capacità di amare, il calore e l’intensità dei sentimenti, l’atteggiamento edonistico, la ricerca del confort, il desiderio di serenità. Una Venere con segni di Terra è più alla ricerca della sensualità, di un erotismo naturale, semplice, senza complicazioni, preferisce la vita di coppia, un partner fisso, apprezza le carezze e i lunghi preliminari; il loro rischio è di sfiorare una aridità sentimentale per tabù sessuali, durezza moralistica, pignoleria. Una Venere di Aria avrà bisogno di stimoli continui e diversificati anche con connessioni intellettuali ed estetiche in una ricerca ragionata e narcisistica di affermazioni e ammirazioni. Una Venere di Acqua un senso di accudimento e protezione se Cancerine, maliziose ed estremamente erotizzata se Scorpione e stravagantemente romantica se Venere nei Pesci, mentre nel segno di Fuoco la ricerca sarà attraverso passioni divoranti, atteggiamenti virili, crisi ricorrenti e impulsività eccessive ed incostanti anche al limite del lecito.
L’astrologa Lisa Morpurgo, offre alcuni esempi per comprendere meglio alcuni esempi di possibili interpretazioni. Un individuo che abbia la quinta casa in Sagittario e Venere in Ariete, vedrà il sesso sotto il profilo dell’avventura, dell’esplorazione condotta con audacia e si potrà concedere degli amplessi per pura curiosità, accettando di correre qualche rischio. Chi invece ha una quinta in Toro ed una Venere in Cancro vivrà invece la propria sessualità in modo intenso ma più passivo con un forte desiderio di stabilità, quotidianità e rassicurazione. Un individuo con una quinta casa in Capricorno e una Venere in Bilancia potrebbe avere la tendenza all’autocontrollo, alla metodicità perdendo di spontaneità fino ad arrivare alla privazione della sessualità sostenendo una rigida castità. Una quinta casa in Scorpione e una Venere in Pesci può favorire invece una sensualità intensa, erotica senza inibizioni, con propensioni anche agli eccessi e con la tendenza a vivere relazioni segrete che ravviva lo spasmo erotico malizioso. Chi ha una quinta casa in Vergine ed una Venere in Vergine potrebbe esprimere talvolta una sensualità moderata e spesso pudica con una attenzione spiccata per l’igiene, la pulizia, introversione con tendenza al rimuginio, all’autocritica e atteggiamenti rinunciatari. Come si può ben comprendere, le combinazioni possono essere infinite.
Nella lettura di un Tema Natale va individuata ancora la posizione della Luna che indica il tipo di sensibilità che l’individuo porta nella relazione ma anche l’equilibrio emotivo, la femminilità, le intuizioni e le fantasie, la pigrizia. Forti valori Terra o Aria porterebbero portare in una relazione da una parte stabilità, sicurezza e concretezza, intelligenza e comunicazione ma dall’altra anche freddezza, egoismo, mancanza di empatia e superficialità. La Luna sensibilizza, predispone ad una notevole curiosità, emotività ad acuire le fantasie sul piano erotico, invita a recuperare nella memoria una certa sensorialità, un certo tipo di tatto come lo sfiorare i capelli, un certo odore di pelle, un profumo, un sapore. Una Luna molto forte in un Tema Natale può portare però anche ad essere passivi nella relazione, alla masturbazione vivendo la sessualità in private fantasie, a diverse forme di feticismo. Una Luna lesa in un Tema maschile può indicare cattivi rapporti con il femminile, disprezzo e diffidenza con un atteggiamento misogino.
La lettura di Marte nel Tema Natale simboleggia il membro virile come organo sessuale maschile e indica dove tende a concentrare nell’atto sessuale la sua carica di potenza. Un Marte troppo forte, sia in un tema maschile che femminile, concepisce un sesso ed una vita affettiva come un campo di combattimento in cui la competizione, gli ostacoli, i rifiuti giocano un ruolo di eccitanti positivi fino a rendere il partner mero strumento di piacere. L’istinto sessuale si manifesta in modo potente, imperioso che chiede di essere soddisfatto rapidamente e ciò induce a rasentare un comportamento aggressivo e violento in cui si tende a forzare li partner. Offre nella relazione competizione, iniziativa, conquista, dominazione, irruenza e una sistematica indifferenza verso il partner dopo l’orgasmo. Un Marte leso può produrre un disturbo come l’eiaculazione precoce, impotenza, vaginismo o frigidità o inclina a ripiegare sul culto di simbologie accessorie quali l’automobile o lo sport.
La lettura di un Tema Natale è molto complessa e si prendono in considerazione tanti tanti altri aspetti. Qui sono state esposte solo alcune nozioni che non hanno certo la pretesa di colmare l’interpretazione degli Archetipi di un Cielo per tentare di spiegare l’immenso Universo che compone l’essere umano.
Bibliografia: