Tabatha Petrillo
Medico specialista in ginecologia
Lo Squirting: evidenze scientifiche e controversie in letteratura
Il fenomeno dello squirting, definito come l’espulsione di un fluido dall’uretra femminile durante l’orgasmo o l’eccitazione sessuale, ha suscitato grande interesse sia nella comunità scientifica che nella cultura popolare. Tuttavia, la sua natura, composizione e significato fisiologico rimangono oggetto di dibattito. Questo articolo si propone di esaminare le evidenze disponibili in letteratura, analizzando le ipotesi e le controversie che circondano il fenomeno.
Composizione del Fluido e Origine Anatomica
Numerosi studi hanno cercato di chiarire la composizione del fluido espulso durante lo squirting. La ricerca più rilevante in questo ambito ha dimostrato che il fluido proviene principalmente dalla vescica urinaria, contenendo urea, creatinina e acido urico, in quantità molto simili a quelle contenute nell’urina (1). Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che esso possa contenere anche secrezioni dalle ghiandole di Skene, spesso definite come l’omologo femminile della prostata (2). Questa teoria supporta l’idea che lo squirting possa includere componenti simili al fluido prostatico maschile.
Differenze tra Squirting ed Eiaculazione Femminile ed Incontinenza Coitale
Un’importante distinzione riguarda la differenza tra squirting, eiaculazione femminile ed incontinenza coitale. L’eiaculazione femminile, meno abbondante, è caratterizzata dalla presenza di una secrezione lattiginosa contenente PSA (antigene prostatico specifico) e fosfatasi acida prostatica. Lo squirting, invece, sembra corrispondere a una emissione più abbondante di liquido a partire dalla vescica, con possibili tracce di secrezioni “prostatiche” (3). L’incontinenza coitale (CI), si suddivide in CI da penetrazione e CI orgasmica, e consiste nell’involontaria perdita di urina durante il rapporto sessuale. Essa si presenta più frequentemente in donne con incontinenza urinaria da stress e si differenzia dallo squirting e dall’eiaculazione femminile proprio per l’anamnesi positiva per incontinenza anche al di fuori dell’atto sessuale, e per le prove urodinamiche alterate (4).
Studi di Imaging e Fisiologia
Per verificare l’origine del fluido, alcuni studi hanno utilizzato tecniche di imaging come l’ecografia vescicale prima e dopo lo squirting. In tali indagini, a vescica inizialmente vuota, durante l’eccitazione si evidenziava un rapido riempimento vescicale, seguito dal completo svuotamento della vescica dopo lo squirting (1), supportando l’ipotesi che il liquido fosse principalmente di origine urinaria. Tuttavia, non si esclude una parziale secrezione da altre strutture anatomiche.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche suggeriscono che lo squirting sia prevalentemente legato all’espulsione di urina dalla vescica, con un possibile contributo delle ghiandole di Skene. Lo squirting è stato talvolta associato a fattori psicologici e relazionali (5). Alcune donne riportano esperienze positive, descrivendolo come un aspetto arricchente della propria sessualità, mentre altre riferiscono imbarazzo o disagio legato alla percezione del fenomeno come incontinenza urinaria (6). Nonostante non sia indicativo di disfunzioni patologiche, è fondamentale un approccio clinico che tenga conto del benessere psico-fisico della paziente. Ulteriori studi sono necessari per chiarire gli aspetti ancora controversi e migliorare la comprensione di questo aspetto della fisiologia sessuale femminile.
Bibliografia