03 - 06 - 2026

Raffaella Delmagno

Ostetrica con Laurea in Ostetricia – Laurea Magistrale in scienze Infermieristiche e Ostetriche

Vaginismo a insorgenza in gravidanza: integrazione tra identità materna e identità sessuale

Il vaginismo è una disfunzione sessuale caratterizzata da una contrazione involontaria dei muscoli del terzo inferiore della vagina che rende difficile o impossibile la penetrazione vaginale. È spesso associato a paura anticipatoria, evitamento e dolore. Nella classificazione diagnostica contemporanea questa condizione rientra nel disturbo da dolore genito-pelvico/penetrazione, che integra componenti muscolari, cognitive ed emotive.


Sebbene il vaginismo sia più frequentemente descritto come primario, cioè presente fin dall’inizio della vita sessuale, in alcuni casi può manifestarsi secondariamente in specifici momenti del ciclo di vita della donna, tra cui la gravidanza.
Durante la gestazione il corpo femminile attraversa importanti cambiamenti fisici e simbolici. Le trasformazioni corporee, le modificazioni ormonali e la progressiva costruzione dell’identità materna possono incidere sulla percezione del proprio corpo e sulla sessualità. La vita sessuale della coppia entra in una fase di riorganizzazione nella quale possono emergere paure, fantasie e rappresentazioni legate alla presenza del bambino. In questo contesto alcune donne possono sviluppare un aumento dell’ansia connessa alla penetrazione vaginale fino a manifestare una risposta difensiva muscolare riconducibile a un quadro di vaginismo secondario.
L’insorgenza del disturbo in gravidanza è generalmente multifattoriale. Tra i fattori più frequentemente riportati vi sono la paura di danneggiare il feto, il timore di provocare contrazioni uterine o aborto e la convinzione che la penetrazione possa essere pericolosa durante la gestazione. Quando queste credenze non vengono adeguatamente elaborate possono trasformarsi in meccanismi difensivi corporei, nei quali la contrazione muscolare assume una funzione protettiva.
A tali elementi si possono associare dinamiche psicologiche più profonde, come la difficoltà a integrare identità materna e identità sessuale. Durante la gravidanza può verificarsi una sorta di “maternalizzazione” del corpo erotico: il corpo della donna viene progressivamente investito di significati legati alla cura, alla protezione e all’accoglienza del bambino. Quando la dimensione materna diventa predominante, alcune donne possono percepire il corpo principalmente come spazio di protezione piuttosto che come luogo di desiderio e piacere. In questa prospettiva l’atto sessuale penetrativo può essere inconsciamente vissuto come un’intrusione nello spazio dedicato al bambino o come qualcosa di poco compatibile con la funzione materna.


Il vaginismo può quindi essere letto non solo come una difficoltà funzionale, ma l’espressione corporea di un conflitto simbolico tra due dimensioni identitarie fondamentali (il corpo erotico e il corpo materno) e assume anche una funzione protettiva: la contrazione muscolare rappresenta un modo attraverso cui la donna tenta di preservare l’integrità dello spazio percepito come materno.


All’interno di questo quadro la consulenza sessuologica assume un ruolo centrale. Un primo livello di intervento riguarda la psicoeducazione: fornire informazioni corrette sulla sessualità in gravidanza può contribuire a ridurre paure e credenze disfunzionali. Un secondo livello riguarda l’esplorazione dei vissuti emotivi della donna e della coppia che consenta di accompagnare la donna in un processo di rielaborazione dei significati attribuiti al corpo in gravidanza, favorendo la consapevolezza di come la dimensione materna e quella erotica possano coesistere senza necessariamente entrare in conflitto.
Il percorso di accompagnamento mira così a restituire continuità all’esperienza corporea e affettiva della donna, promuovendo una visione della sessualità come parte integrante della salute e del benessere anche durante la gravidanza.


Dal punto di vista clinico è fondamentale effettuare una valutazione differenziale accurata. Alcune condizioni associate alla gravidanza, come secchezza vaginale, infezioni o ipersensibilità vestibolare, possono determinare dolore nei rapporti e devono essere distinte da un vero quadro di vaginismo. La diagnosi richiede quindi uno sguardo integrato e multidisciplinare che consideri contemporaneamente corpo, dimensione emotiva e contesto relazionale.


Dal punto di vista operativo possono risultare utili interventi orientati alla consapevolezza corporea, al rilassamento del pavimento pelvico e alla progressiva riappropriazione della dimensione sensoriale del corpo. Parallelamente è importante favorire nella coppia una ridefinizione dell’intimità non esclusivamente centrata sulla penetrazione, riducendo la pressione prestazionale e valorizzando altre forme di vicinanza e contatto.


In conclusione, il vaginismo a insorgenza in gravidanza richiede un approccio integrato che unisca informazione, ascolto e lavoro corporeo. Un accompagnamento adeguato può aiutare la donna e la coppia a rielaborare le paure legate alla sessualità in gravidanza e a promuovere una maggiore integrazione tra dimensione materna ed erotica del corpo femminile.

Riferimenti bibliografici

  • Basson R. (2001). Using a different model for female sexual response to address women’s problematic low sexual desire. Journal of Sex & Marital Therapy, 27(5), 395–403.
  • Binik Y.M., Hall K.S. (2014). Principles and Practice of Sex Therapy (5th ed.). New York: Guilford Press.
  • Graziottin A., Serafini A. (2009). Il dolore sessuale femminile. Milano: CIC Edizioni Internazionali.
  • Leiblum S.R. (2007). Vaginismus: A most misunderstood sexual pain disorder. Journal of Sex Research.
  • Masters W.H., Johnson V.E., Kolodny R.C. (1995). Human Sexuality. New York: HarperCollins
  • Plaut M., Graziottin A., Heiman J., Female Sexual Dysfunction, International Society for the Study of Women’s Sexual Health
  • Reissing E.D., Binik Y.M., Khalifé S. (2004). Vaginal spasm, pain and behavior: An empirical investigation of the diagnosis of vaginismus. Archives of Sexual Behavior, 33(1), 5–17.
  • Von Sydow K. (1999). Sexuality during pregnancy and after childbirth: A meta-content analysis of 59 studies. Journal of Psychosomatic Research, 47(1), 27–49.