Teresa Isabel Romero Velasquez
Laurea Magistrale in Psicosessuologia Clinica, Formazione in Consulenza Sessuale
Psicoterapia e Non-Monogamie Etiche
Le persone raramente, se non mai, si adattano perfettamente alle categorie binarie sessuali, come dimostra la crescente attenzione alle questioni relative alla diversità sessuale nel campo della psicosessuologia. L’assunto uno a uno delle relazioni sessuali, peró, sembra essere ancora prevalente. Ciò solleva la questione di come possiamo lavorare in modo efficace e appropriato con clienti che si dichiarano apertamente non monogami (consensualmente o eticamente) e poliamorosi. Il termine “non monogamia” è un’espressione generica che comprende diverse tipologie di relazioni che prevedono la presenza di più partner romantici o sessuali. Tali accordi possono variare in termini di:
1) tipologia di interazioni;
2) livello di trasparenza e divulgazione; e
3) presenza o assenza di specifici accordi comportamentali (contratti comportamentali).
Le forme di non monogamia più diffuse nella cultura occidentale sono lo scambio di coppia, le relazioni aperte, che implicano entrambe la possibilità di incontri sessuali al di fuori della relazione principale e il poliamore (l’apertura a più relazioni amorose contemporanee). Di conseguenza, lo psicoterapeuta deve essere pronto a trattare i pazienti non monogami individualmente ma anche in coppia, tenendo conto della loro soggettività e unicità.
Come spesso notano i clinici esperti, i pazienti possono auto-identificarsi (in modo più o meno confortevole) in relazione a specifiche categorie sessuali. Tuttavia, il significato di questi termini e il modo in cui si relazionano all’esperienza soggettiva dell’identità personale e sessuale della persona variano, spesso in modo significativo, da individuo a individuo e anche nel tempo. Per comprendere la sessualità dei propri pazienti, sia dal punto di vista fenomenologico che soggettivo, i professionisti necessitano di un quadro di riferimento rispetto alle non-monogamie che mette da parte i preconcetti, mantenendo un processo di interrogazione ed esplorazione aperta e non patologizzante, evitando di formulare ipotesi sui comportamenti sessuali dei pazienti, come ad esempio equiparare le relazioni aperte alla promiscuità. Essere a proprio agio con la propria sessualità può essere il fattore più cruciale per i terapeuti quando discutono di sesso con i pazienti.
Dentro le non-monogamie alcune persone potrebbero percepire altre relazioni come meno intime e un grado più elevato di intimità emotiva con un solo partner. Altre persone invece, potrebbero sperimentare un alto grado di intimità emotiva con diversi partner. La non monogamia etica è un ambiente dinamico, proprio come tutte le interazioni umane. Potremmo incontrare persone che iniziano una relazione basata sul principio “non chiedere, non dire” prima di passare a una maggiore trasparenza relazionale, o viceversa. Ricordiamo che le persone possono vivere esperienze altrettanto dinamiche sia con l’intimità fisica che con quella emotiva.
Poiché molti terapeuti non possiedono la formazione necessaria su questi argomenti, “i clienti che partecipano a queste comunità (non monogame e BDSM) potrebbero dover minimizzare l’importanza dei propri valori subculturali legati alla sessualità per compensare la mancanza di competenza del terapeuta nelle pratiche sessuali alternative” (Ling et al., 2022). Questo porta spesso ad attribuire erroneamente la colpa di problemi coniugali, personali o sessuali alla struttura della relazione non monogama.
A differenza di coloro che vivono relazioni monogame, le coppie consensualmente non monogame possono esprimere maggiore soddisfazione per il loro livello di comunicazione e apertura con il partner principale (Mogilski et al., 2017). Poiché il consenso è l’elemento fondamentale di tutte le relazioni non monogame di successo, questa soddisfazione è molto probabilmente il risultato di una comunicazione efficace, energica, chiara e ben informata.
Tra le domande specifiche utili per stimolare conversazioni sui limiti dentro relazioni consensualmente non monogame e incoraggiare questo processo di negoziazione continuo durante la terapia troviamo:
Quando è possibile avere rapporti sessuali al di fuori della relazione? Dove è possibile avere rapporti sessuali al di fuori della relazione?
Alcuni comportamenti (come baci o attività sessuali) non sono oggetto di discussione? Come intendete prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili?
Parlerete delle vostre relazioni o le terrete segrete?
È possibile avere più incontri con la stessa persona?
A chi rivelerete la vostra relazione aperta?
Come proteggerete le occasioni speciali come compleanni e festività?
È possibile sviluppare un legame emotivo con qualcun altro?
È possibile avere rapporti sessuali con qualcuno che entrambi conoscete o che incontrerete di persona?
Infine, poiché anche il poliamore in solitario è una forma di non monogamia, la terapia sessuale per le persone che praticano la non monogamia non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulle coppie. Questa modalità relazionale permette la presenza di molteplici relazioni, pur enfatizzando l’indipendenza. Chi pratica il poliamore in solitaria valorizza l’indipendenza rispetto agli obblighi tradizionali e non cerca di includere i propri partner romantici in una struttura familiare tipica.
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