Alessandra Perlin
Psicologa, Psicoterapeuta
Autoerotismo e sesso nella coppia. Non necessariamente l’uno esclude l’altro.
L’autoerotismo (o masturbazione), ovvero quell’attività sessuale finalizzata al piacere autoindotto che non prevede la presenza di un partner, è molto frequente in adolescenza sotto la spinta dei cambiamenti fisici caratteristici della pubertà. Successivamente in età adulta, quando si ha una vita sessuale attiva con il partner, c’è la tendenza ad abbandonarlo, come se rovinasse il rapporto di coppia perché vissuto come una sorta di tradimento nei confronti dell’Altro e quindi da relegare solo ad una vita di solitudine.
Sono pochi i dati statistici certi e validi sul tema della masturbazione, ma sembra abbia diverse funzioni a volte non necessariamente erotiche, ma anche distensive ansiolitiche, antidepressive consolatorie, altresì come sfogo della rabbia o come riempitivo di un vuoto.
L’esplorazione del corpo comincia già dai tre anni, periodo in cui si presenta il gioco genitale, una sorta di “trastullamento” dei genitali accompagnato da spensieratezza e curiosità. In adolescenza invece la masturbazione assume una valenza importante nella costruzione dell’identità sessuale. Il gesto masturbatorio può consentire l’autoconoscenza e l’autoaccettazione, lenire vissuti di tristezza o calmare momenti di ansia o rabbia e può predisporre e accompagnare – attraverso la fantasia e l’immaginazione – all’incontro con l’altro.
La masturbazione trova espressione non solo nella stimolazione dei genitali, ma anche in differenti aree psico-corporee, definite erogene, in cui viene investita la pulsione sessuale. Esiste: la masturbazione “psichica”: fantasie e sogni a occhi aperti, tipici degli adolescenti; la masturbazione “peniena”, “clitoride”, “anale” e “vaginale”. Le aree erogene possono assumere anche un significato soggettivo: pensiamo ai capelli, alle mani o ai piedi. Ciascuno ha le sue preferenze. Ciò che spinge un uomo o una donna a masturbarsi è diverso e può mutare a seconda della persona, della sua età e dal momento di vita.
Falsi miti descrivono l’autoerotismo come un’attività dannosa e la nostra società è culturalmente incline a percepirla come un tabù spesso legato ai concetti di peccato e vergogna.
Se partiamo invece dal presupposto che la masturbazione è un comportamento del tutto normale e previsto nello sviluppo psicosessuale degli esseri umani, quali saranno i suoi benefici se praticata anche in età adulta? L’autoerotismo non è strettamente necessario, ma favorisce una conoscenza di sé stessi e della propria sessualità. Numerose ricerche dimostrano che l’attività autoerotica, così come altre pratiche sessuali che portano al piacere e/o all’orgasmo, apporta benefici fisici e mentali. Il rilascio di ossitocina (l’”ormone dell’amore”) promuove comportamenti materni e sociali associati alla felicità, aiuta a sostenere il benessere, la crescita e la guarigione; la serotonina agisce nella regolazione dell’umore, media l’ottimismo e la soddisfazione; le endorfine riducono il dolore e sono responsabili della sensazione di piacere; l’adrenalina abbassa lo stress contribuendo a regolare la frequenza cardiaca e alcuni aspetti del metabolismo. Studi recenti hanno evidenziato inoltre, come l’orgasmo sia associato ad un miglioramento della qualità del sonno, riduzione di stress e ansia, riduzione del dolore e miglioramento della funzione immunitaria.
Infine essendo una pratica volta alla conoscenza di sé e del proprio corpo, promuove la consapevolezza, aumentando i livelli di autostima e crescita personale. Imparare a darsi piacere può essere un’esperienza che rafforza e migliora l’immagine del proprio corpo.
L’autoerotismo permette alla persona di estendere e mettere alla prova, in immaginazione, il proprio repertorio sessuale; repertorio che potrà poi essere sfruttato per arricchire l’intimità con il proprio partner. La persona in masturbazione si allena a creare ideazioni, immagini e fantasie che possono aiutarla a capire cos’è più efficace nell’indurre e sostenere la propria eccitazione, un’abilità che potrà poi dimostrarsi utile, ancora una volta, anche nella relazione di coppia.
Possiamo considerare, dunque, autoerotismo e sesso con l’Altro due modalità differenti ed egualmente sane di vivere la propria sessualità, dove la prima non va a rovinare o escludere la seconda, ma anzi, può rappresentare un valore aggiunto alla relazione e alla sessualità in coppia, oltre che cura del benessere della persona che lo pratica.
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