04 - 11 - 2026

Carlotta Clavarino

Counsellor Analitico Transazionale, Consulente Sessuale

La Resistenza come Mappa del Tesoro

Cos’è una resistenza? La resistenza è una forza che contrasta un’altra forza.
Più è intensa, maggiore è l’effetto inibitorio sulla forza principale.
In fisica, ad esempio, si dice che un materiale è resistente quando può cadere (cioè essere soggetto alla forza di gravità), senza rompersi o deformarsi; chi corre controvento incontra una resistenza e deve aumentare lo sforzo muscolare, se vuole mantenere la stessa velocità.

Resistere è esercitare una forza per non cambiare.

Accade lo stesso anche a chi inizia un percorso di counselling o di terapia.
Secondo la prospettiva analitico transazionale, l’effetto della resistenza si produce su due livelli.

Dal punto di vista psicodinamico, cioè a livello funzionale, è osservabile attraverso il comportamento del paziente, che manifesta un atteggiamento difensivo, un movimento contrario al cambiamento o un evitamento dello stesso.
Gli analisti transazionali riferiscono questo fenomeno allo stato dell’io Bambino Ribelle o Bambino Adattato.

A livello strutturale, il comportamento di resistenza è sintomo di un impasse: due parti della personalità spingono in direzione opposta e con forza uguale.
Nonostante abbia deciso di iniziare un percorso di counselling o di terapia, la persona si blocca perchè la paura del cambiamento è così forte da indurla a rinunciare.
Il blocco consente al paziente di restare nella sicurezza della sofferenza che gli è già nota (sintomo sessuale) impedendogli di accedere ad una sofferenza nuova e che egli non conosce (cambiamento): a livello intrapsichico sceglie il “minor male” e si ferma.

Negli interventi alla coppia, che si tratti del setting di consulenza sessuale o di quello di terapia sessuale, la complessità aumenta: la resistenza di uno o entrambi i partner può fondersi con la resistenza al cambiamento del“sistema coppia” (Novellino 2004).

Il lavoro del professionista è leggere questa complessità e valutare quale sia la forma di resistenza prevalente, per indirizzare opportunamente l’intervento:

  • nella terapia sessuale le resistenze agevolano l’individuazione dei settori maggiormente responsabili della risposta disadattiva; l’intervento terapeutico più adeguato non è quindi un’azione di contrapposizione, bensì la decodifica del significato della resistenza. L’obiettivo è portare il meccanismo difensivo alla consapevolezza della coppia e proporre alternative che ne consentano l’integrazione. Nel setting terapeutico attraverso la Terapia Mansionale Integrata le mansioni sessuali lavorano come una metafora e l’emergere di contenuti inconsci risulta facilitato, così come l’elaborazione che segue.
  • Nel sex counselling, il professionista utilizza principalmente la propria capacità di focalizzarsi sulle risorse della coppia per stimolare l’autonomia e il cambiamento (Miglionico Vinella 2000). Qui le resistenze possono guidare l’azione del counselor come in una vera e propria caccia al tesoro (Fassbind-Kech 2012) per identificare, attraverso di esse, le risorse sottostanti e restituirle alla coppia perchè possa integrarle nel qui ed ora attraverso il processo di counselling.

In entrambi i setting, il fine non è quindi annullare o ridurre le difese che la coppia frappone all’intervento ma, al contrario, svelarle, affinchè la coppia stessa possa averle disponibili per utilizzarle come volano per il cambiamento.

Nella tabella che segue sono riportate per raggruppamenti alcune resistenze, evidenziando le possibili risorse sottostanti. La corrispondenza non è biunivoca e la lettura delle resistenze è solo una proposta di riflessione, in quanto l’analisi va sempre contestualizzata con attenzione ed in riferimento al caso specifico.

Fra le resistenze sono stati inseriti anche il sintomo sessuale e l’assenza di comunicazione: entrambi possono essere indice di protezione di una relazione patogena nella quale l’aggressività non ha uno spazio adeguato per esprimersi o dove domina la paura di ferire, essere feriti e rompere la relazione.

L’abilità del professionista si esprime nel cogliere gli spunti offerti dalla coppia, nello scegliere il momento in cui restituirli e nell’utilizzare le tecniche di comunicazione assertiva per farlo.
Il quest’ottica, il setting diventa lo spazio sicuro e protetto nel quale le coppie possono osservare e osservarsi, sperimentare e apprendere a comunicare attraverso il modellamento delle modalità di comunicazione del professionista.
Rispetto alla frustrazione talvolta accumulata da chi si trattiene dal comunicare ed alle conseguenze disfunzionali di questo accumulo, Stephen Karpman (2009) ha elaborato un modello di lavoro con le coppie, nel quale il ruolo chiave è rivestito dalla comunicazione. In questo modello, quattro diversi blocchi all’intimità avvengono simultaneamente e impediscono alla coppia di discutere con successo di questioni sessuali o relazionali.
Karpman individua Tre Regole dell’Apertura che si contrappongono ad altrettanti atteggiamenti di chiusura, forieri di scambi di comunicazione disfunzionali con tornaconti negativi:

Anche nella comunicazione, svelare la risorsa e guidare la coppia ad esplorare un diverso modo di parlare è disporre sia di uno strumento di intervento terapeutico e di counselling, sia offrire alla coppia una base per costruire il benessere relazionale.

Bibliografia

Fassbind-Kech L., La consulenza come caccia al tesoro, in Quaderni di Psicologia, 57, 2012
Karpman S.B., Sex Games People Play: Intimacy blocks, Games and Script, TAJ vol 39, n. 2 April 2009.
Miglionico A. e Vinella P., Metodologia nel Counselling, in Miglionico A., Manuale di Comunicazione e Counselling, Centro Scientifico ed., Torino, 2000.
Novellino M., Psicoanalisi Transazionale, Franco Angeli, Milano, 2004
Rifelli G., Le Resistenze, in Sessuologia Clinica – consulenza e terapia delle disfunzioni sessuali a cura di G. Rifelli e P. Moro, CLUEB, Bologna, 1995