01 - 09 - 2026

Celeste Bittoni

PhD, Ricercatrice Università di Padova

L’effetto dell’ansia nella risposta sessuale umana

Siamo soliti discutere l’ansia come il principale nemico della risposta sessuale umana. L’assunto di base è che l’ansia da prestazione inibisca l’eccitazione catturando l’attenzione del paziente, impedendo dunque a quest’ultimo di focalizzarsi sulle sensazioni di piacere (e, di conseguenza, inficiando anche la risposta genitale). Tuttavia, la ricerca psicofisiologica moderna ha rivelato un quadro molto più sfumato, dove l’ansia non viene considerata esclusivamente un fattore inibitorio, ma in alcuni casi può addirittura facilitare l’eccitazione sessuale. Questo effetto apparentemente paradossale dell’ansia può essere spiegato operando una dissezione del significato delle parole “ansia” e “eccitazione sessuale”. Dobbiamo dunque distinguere tra la componente mentale e la componente fisiologica che caratterizzano sia l’ansia che l’eccitazione sessuale.

Nel caso dell’ansia specifica del contesto sessuale, la componente mentale può includere pensieri riguardo alla “performance”, come non avere un’erezione sufficiente o non essere in grado di dare piacere al/la partner (Dove & Wiederman, 2000), oppure pensieri distranti sul/la partner del tipo “gli/le interessa soltanto fare sesso con me” (Nobre & Pinto-Gouveia, 2003). La componente fisiologica dell’ansia riguarda invece quella serie di risposte caratteristiche di una maggior attivazione del sistema nervoso simpatico, quali aumento del battito cardiaco, della frequenza respiratora, della sudorazione e la redistribuzione del flusso sanguigno verso specifici distretti corporei (Yates et al., 2014). A loro volta, ciascuna di queste componenti può diversamente impattare l’eccitazione mentale (ossia il sentirsi eccitata/o) e l’eccitazione genitale (ossia l’erezione di pene/clitoride e, nelle donne, la lubrificazione; Meston & Stanton, 2019).

Beck e colleghi (1983) hanno indagato l’effetto dell’ansia mentale da performance sull’eccitazione sessuale mentale e genitale in uomini con e senza disfunzione erettile (DE). I partecipanti sono stati esposti a video erotici e, ad un certo punto, veniva indotta ansia da performance dicendo loro che uno shock elettrico sarebbe stato attivato se non avessero raggiunto un certo livello di erezione (inducendo dunque il monitoraggio dell’erezione classico dello spectatoring). L’eccitazione genitale è stata dunque misurata prima e dopo aver presentato la minaccia dello shock elettrico. È emerso che la presenza della minaccia dello shock elettrico era associata ad una minor eccitazione genitale in soggetti senza DE, mentre in soggetti con DE l’eccitazione genitale rimaneva invariata o addirittura aumentava. Questo perchè, probabilmente, i soggetti con DE sono abituati ad essere esposti a questo tipo di pensieri distraenti, con o senza minaccia di shock elettrico! In altre parole, in questi soggetti, la componente mentale dell’ansia era già attiva anche prima di presentare la minaccia esplicita.

Uno studio simile è stato fatto in un campione di donne con e senza disfunzioni sessuali (DS; Meston et al., 2006). In questo caso, l’eccitazione genitale è stata misurata guardando a cambiamenti nell’afflusso di sangue a livello vaginale durante l’espozione a video erotici; l’ansia da performance è stata indotta posizionando uno specchio di fronte alle partecipanti (costringendo dunque, di nuovo, una sorta di effetto spectatoring). Anche in questo caso, l’eccitazione genitale diminuiva nella condizione ansiogena solo nelle donne senza DS. Tuttavia, l’eccitazione mentale riportata dalle partecipanti di entrambi i gruppi rimaneva invariata a prescindere dall’uso dello specchio. La bassa concordanza tra eccitazione mentale e genitale nelle donne è stata ampiamente studiata (Chivers et al., 2010; Meston & Stanton, 2019) e ci aiuta a comprendere perchè la componente fisiologica dell’ansia (quindi l’aumento del tono simpatico) ha un effetto complesso sulla risposta sessuale. Infatti, l’esercizio fisico di per sè, che aumenta l’attivazione simpatica, aumenta la successiva eccitazione genitale (ma non quella mentale) in risposta a stimoli erotici (Lorenz & Meston, 2012). La relazione tra la componente fisiologica (ossia simpatica) dell’ansia e l’eccitazione genitale non può tuttavia essere descritta come una semplice relazione lineare, in quanto con livelli bassi e alti di attivazione simpatica l’eccitazione genitale è bassa, mentre raggiunge in picco quando l’attivazione simpatica è moderata (Lorenz et al., 2012).

In conclusione, l’ansia non va ritenuta a prescindere nemica della risposta sessuale: a seconda che prevalgano pensieri distraenti o l’attivazione autonoma, l’ansia può ridurre, non alterare, o persino facilitare l’eccitazione. Inoltre la relazione tra tono simpatico ed eccitazione genitale è non lineare, ma ottimale a livelli moderati di attivazione simpatica. Perciò valutare separatamente cognizioni, focus attentivo, e attivazione fisiologica può essere utile per intervenire in modo mirato in un contesto clinico (es. ridurre lo spectatoring, lavorare sulla regolazione autonoma) ma anche per meglio studiare la complessità di queste relazioni.

Referenze:

Beck, J. G., Barlow, D. H. & Sakheim, D. K. (1983). The effects of attentional focus and partner arousal on sexual responding in functional and dysfunctional men. Behaviour Research and Therapy, 21(1), 1–8. https://doi.org/10.1016/0005-7967(83)90120-1

Chivers, M. L., Seto, M. C., Lalumière, M. L., Laan, E. & Grimbos, T. (2010). Agreement of Self-Reported and Genital Measures of Sexual Arousal in Men and Women: A Meta-Analysis. Archives of Sexual Behavior, 39(1), 5–56. https://doi.org/10.1007/s10508-009-9556-9

Dove, N. L. & Wiederman, M. W. (2000). Cognitive Distraction and Women’s Sexual Functioning. Journal of Sex & Marital Therapy, 26(1), 67–78. https://doi.org/10.1080/009262300278650

Lorenz, T. A. & Meston, C. M. (2012). Acute Exercise Improves Physical Sexual Arousal in Women Taking Antidepressants. Annals of Behavioral Medicine, 43(3), 352–361. https://doi.org/10.1007/s12160-011-9338-1

Lorenz, T. A., Harte, C. B., Hamilton, L. D. & Meston, C. M. (2012). HRV and VPA. Psychophysiology, 49(1), 111–117. https://doi.org/10.1111/j.1469-8986.2011.01285.x

Meston, C. M. (2006). The effects of state and trait self-focused attention on sexual arousal in sexually functional and dysfunctional women. Behaviour Research and Therapy, 44(4), 515–532. https://doi.org/10.1016/j.brat.2005.03.009

Meston, C. M., & Stanton, A. M. (2019). Understanding sexual arousal and subjective–genital arousal desynchrony in women. Nature Reviews Urology16(2), 107-120.

Nobre, P. J. & Pinto-Gouveia, J. (2003). Sexual modes questionnaire: Measure to assess the interaction among cognitions, emotions, and sexual response. Journal of Sex Research, 40(4), 368–382. https://doi.org/10.1080/00224490209552203

Yates, B. J., Bolton, P. S., & Macefield, V. G. (2014). Vestibulo‐sympathetic responses. Comprehensive Physiology4(2), 851-887.