23 - 03 - 2020

Di Giada Mondini*

Semmai la nostra attuale civiltà e cultura ipertecnologica dovesse ricevere un nome rispettoso della Psicologia, e perché no, della Sessuologia, non potrebbe essere che questo: “Ansia della Prestazione”. Perché siamo nel tempo dell’Alta Velocità dei movimenti e dei viaggi e più ancora dell’Altissima Velocità delle comunicazioni verbali e audiovisive. Naturalmente tutti questi indubbi vantaggi che scienza e tecnica ci hanno offerto, non possiamo sorprenderci troppo se, hanno anche dei costi. Il primo dei quali, considerato dal punto di vista della Salute Mentale, non può che essere la detta “Ansia da Prestazione”. Con un “Click”, praticamente a costo zero, siamo subito vedenti e visti fin in America, in Russia e in Cina, perciò la naturale attenzione al “che figura sto facendo”, è naturalmente enormemente moltiplicata. Saperlo può aiutarci a esserne meno sorpresi: “tanto è cosa che capita a tutti”, con la sola eccezione dei Neonati e dei Centenari (beati loro!).

Come difendersi?

Prenderne coscienza.

L’Alta Velocità c’è sempre stata, collegata tuttavia solo a situazioni pericolose o improvvise o inconsuete, per tutto il tempo che il bipede umano disponeva del solo motore delle sue gambe. A quei tempi nessuno si aspettava che i gesti, le parole, i fatti, potessero diventare fulminei.
Avevamo il tempo di immaginare, pensare, calcolare, prevedere. Ora non più. Lo stile del dire, pensare e fare, ci appare ricattato da una fretta che dice: “Dai, dai, dai, o tutto o subito, o niente e mai più”. “Sconfiggerla” è praticamente impossibile: ci siamo dentro. Tutti e sempre. Possiamo soltanto, fidando del tempo che passa, nella possibilità di attenuare e gestire l’Ansia, anche tenendo presente che “corri, corri”, non potrai accelerare il tempo della Luna e delle Stelle. Quello è il tempo che continuerà infallibilmente a racchiudere l’umana competenza ad amare, pensare, poetare. Fortunatamente non è dato a nessuno una creatività, un amore, un sogno, ad Alta Velocità.
Lo stesso ragionamento vale per i rapporti sessuali se intrisi, ad Alta Quota di presenza, dell’Ansia! Se, dunque, intrisi di un’Ansia che è solo prestazione ed efficienza. Perché Alta Quota = Alta Velocità. La Sessualità, come tutte le cose preziose della vita, non può essere figlia solo della prestazione e dell’efficienza. Se i rapporti sessuali sono guidati solo da queste ultime si vengono a perdere tutte quelle dimensioni soggettive dell’essere umano – emozioni incluse – che sono determinanti nella sessualità. L’Ansia, la Prestazione e l’Efficienza, dovrebbero dunque essere presenti a Bassa Quota altrimenti predominano su tutto il resto.
Dunque: Bassa Quota = Bassa Velocità = Ansia gestita = Riduzione dei Tempi Eiaculatori.
Altrimenti è matematico che non funzioni!


*Psicologa e Psicoterapeuta. Didatta e Supervisore del Centro Italiano di Sessuologia. Servizio di Sessuologia Clinica, Dip.to di Psicologia, Università di Bologna.