Francesca Vaccari
Mediatrice familiare, sociale e Counselor
Discriminazioni delle persone bisessuali: la lettura del contesto nel counseling sessuale
Le persone bisessuali si trovano a vivere in una realtà caratterizzata da discriminazioni multiple e intersezionali, che rendono la loro esperienza unica e complessa. La bisessualità è spesso una delle identità più fraintese e invisibilizzate all’interno della società e delle comunità LGBTQI+. Sebbene ci siano stati passi avanti nel riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQI+, la bifobia nei confronti delle persone bisessuali è ancora diffusa, spesso aggravata da stereotipi e pregiudizi radicati…
Le discriminazioni e il benessere psicologico delle persone bisessuali
Le discriminazioni intersezionali che riguardano le persone bisessuali si verificano quando più fattori sociali e culturali, come l’orientamento sessuale e il genere, si sovrappongono, creando forme di oppressione complesse e difficili da affrontare. Le persone bisessuali, infatti, si trovano spesso a dover affrontare un doppio rifiuto, sia da parte delle persone eterosessuali che delle persone lesbiche o gay. Questo accade per il semplice fatto che, in base alle proprie relazioni sentimentali, le persone bisessuali vengono facilmente etichettate come “etero” o “omosessuali”, a seconda del genere del partner con cui sono in relazione.
I dati dimostrano che le persone bisessuali sono più vulnerabili rispetto agli altri orientamenti sessuali. Ad esempio, una ricerca condotta nel 2017 da Stonewall UK ha rivelato che 52% delle persone bisessuali ha dichiarato di aver sperimentato discriminazione o pregiudizio. Il rifiuto sociale e l’esclusione che le persone bisessuali vivono quotidianamente hanno gravi conseguenze psicologiche. Lingiardi e Nardelli (2014) osservano che le persone bisessuali, a causa della doppia esclusione, sviluppano spesso problematiche psicologiche legate a una bassa autostima e a un forte isolamento sociale. La difficoltà nel vedersi rappresentate nella cultura dominante o nella comunità LGBTQI+ le porta a una perdita di fiducia in se stesse, che può degenerare in ansia, depressione e stress post-traumatico. La stessa ricerca condotta dall’American Psychological Association (APA) nel 2020 ha evidenziato che le persone bisessuali hanno il doppio della probabilità di soffrire di ansia e depressione rispetto alle persone eterosessuali. Anche gli studi condotti da Shaw (2023) confermano che il 40% delle persone bisessuali sviluppano forme di ansia sociale e disturbi depressivi in maniera significativamente più alta rispetto alle persone gay o lesbiche, a causa della mancanza di validazione del proprio orientamento e della discriminazione sistematica. Il disturbo da stress post-traumatico è un fenomeno ricorrente tra le persone bisessuali che subiscono continui abusi verbali e fisici in base alla loro identità sessuale.
Lo stress psicologico legato alla discriminazione intersezionale è spesso acutizzato dalla sensazione di non poter appartenere a nessuna delle due comunità. Jannini, Lenzi e Maggi (2017) e Castro (2023) suggeriscono che, nel contesto del counseling, è essenziale riconoscere questi aspetti psicologici e fornire un supporto che aiuti la persona a riconoscere il proprio valore, promuovendo l’accettazione della propria identità sessuale.
Stereotipi e pregiudizi: gli ostacoli nel counseling sessuale
Uno degli ostacoli principali che le persone bisessuali devono affrontare riguarda infatti gli stereotipi sessuali e i pregiudizi legati al loro orientamento. Le persone bisessuali sono spesso viste come “confuse” o “instabili”, e la loro sessualità viene ridotta a una fase temporanea piuttosto che a una vera e propria identità sessuale. Questi stereotipi non solo danneggiano l’autopercezione, ma possono impedire anche un corretto approccio terapeutico nel contesto del counseling sessuale.
Shaw (2023) evidenzia come lo stigma bisessuale sia una forma persistente di oppressione che impedisce alle persone bisessuali di godere della stessa visibilità e accettazione che altre identità sessuali ricevono all’interno delle comunità LGBTQI+. Una componente importante della discriminazione delle persone bisessuali è quella che coinvolge l’intersezionalità, ovvero la sovrapposizione tra discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sul genere.
Le donne bisessuali, in particolare, affrontano una discriminazione duplice: sessista e omofobica. Lingiardi e Nardelli (2014) nella loro ricerca sulle linee guida per la consulenza psicologica con persone bisessuali, notano che le donne bisessuali sono sottoposte a un doppio standard. Se si trovano in una relazione eterosessuale, vengono viste come “etero”, ma se hanno una relazione con una donna, possono essere etichettate come “sospette” o “instabili”. Questo comportamento è spesso rafforzato dalla stereotipizzazione della sessualità femminile bisessuale come promiscua e fedifraga che da un lato rende fragili le relazioni di coppia e dall’altro espone le donne bisessuali a maggiori violenze. Sempre Shaw (2023), nel suo libro “Bi. Storia, scienza e cultura della bisessualità”, osserva che le donne bisessuali sono spesso invisibili anche dentro la stessa comunità LGBTQ+, perché la loro identità è frequentemente ridotta all’immagine di una “eterosessuale che ha una relazione con una donna”, alimentando l’idea che la bisessualità femminile sia una forma di “ricerca di novità” o un gioco erotico, piuttosto che un orientamento sessuale stabile.
Nel contesto del counseling, è fondamentale che la persona professionista utilizzi un linguaggio inclusivo, evitando di dare per scontato che ogni paziente abbia un orientamento sessuale che deriva dalla propria mappa mentale e non dal reale vissuto della persona. Secondo Shaw (2023), un approccio terapeutico efficace deve incoraggiare la persona paziente a esplorare liberamente la propria sessualità, senza sentirsi giudicatə o etichettatə.
Le specificità del counseling sessuale per persone bisessuali
Nel caso delle persone bisessuali, un counseling sessuale efficace deve tener conto di alcune specificità legate all’esperienza di discriminazione multipla e di visibilità ambigua. Le persone bisessuali possono, infatti, subire discriminazioni non solo in base al loro orientamento sessuale, ma anche per il loro genere (nel caso di donne bisessuali). Questo crea una complessità che richiede un approccio differenziato da parte degli specialistə.
Le sfide psicologiche affrontate dalle persone bisessuali, come l’autoaccettazione e il superamento dei pregiudizi esterni, sono fattori che possono influire negativamente anche sulla vita sessuale e affettiva.
Le Difficoltà nelle Relazioni: Quando una Persona Bisessuale viene per una consulenza di coppia
Nel contesto delle relazioni interpersonali, la bisessualità può comportare sfide particolari. Le persone bisessuali che si trovano in relazione possono sperimentare difficoltà legate alla gelosia e al dubbio da parte del partner. Come sottolineato da Shaw (2023) nel suo libro “Bi. Storia, scienza e cultura della bisessualità”, la percezione della bisessualità da parte del partner può oscillare tra l’idea che la persona bisessuale sia “instabile” o che possa voler “scegliere” un altro genere in futuro. Shaw esplora anche la dinamica di potere che può emergere quando una persona bisessuale si relaziona con un partner eterosessuale, mettendo in evidenza che la relazione può essere influenzata da preconcetti sulla stabilità e la fedeltà.
Nel counseling sessuale, è essenziale affrontare queste difficoltà in modo aperto e onesto. Il dialogo aperto tra i partner, supportato da un professionista preparato, è fondamentale per comprendere e superare le paure legate alla bisessualità. Lingiardi e Nardelli (2014) suggeriscono di aiutare i partner a esplorare le proprie insicurezze, distinguendo tra paure irrazionali e reali dinamiche di relazione. In questo processo, la persona professionista deve facilitare la comunicazione, incoraggiando entrambi le persone partner a rimanere rispettose e non giudicanti.
Un counseling sessuale inclusivo
Affrontare le discriminazioni intersezionali nel counseling sessuale delle persone bisessuali richiede una visione complessa e inclusiva della loro esperienza. Le discriminazioni multiple che subiscono queste persone, dovute sia alla visibilità parziale della loro sessualità sia alla pressione di conformarsi a norme sociali e sessuali strette, creano una realtà difficile da navigare senza un adeguato supporto.
Gli approcci di Jannini, Lenzi e Maggi (2017), Lingiardi e Nardelli (2014), Shaw (2023) e Castro (2023) mostrano chiaramente che il counseling per persone bisessuali deve tenere conto di un quadro ampio che includa il riconoscimento della loro identità sessuale, la gestione degli stereotipi e il supporto psicologico per affrontare le sfide quotidiane di invisibilità e discriminazione. Solo attraverso una consulenza sessuale inclusiva e basata sull’ascolto attivo, queste persone potranno superare le barriere psicologiche ed emotive che la società spesso impone loro.
Bibliografia
- Jannini, E., Lenzi, A., & Maggi, M. (2017). Sessuologia medica II ed.: Trattato di psicosessuologia, medicina della sessualità e salute della coppia. Italia: Edra.
- Lingiardi, V., & Nardelli, N.* (2014). Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali*. Italia: R. Cortina.
- Castro, A. (2023). Politiche delle bisessualità. Oltre la visibilità delle persone bisessuali, pansessuali e queer. Italia: Edizioni ETS.
- Shaw, J. (2023). Bi. Storia, scienza e cultura della bisessualità. Italia: Mondadori.
- Bisexuality: Theories, Research, and Recommendations for the Invisible Sexuality. (2018). Germania: Springer International Publishing.
- Stonewall UK. (2017). The Bisexuality Report: Bisexual People’s Experiences of Discrimination and Prejudice.
- American Psychological Association (APA). (2020). *Bisexuality and Mental Health.