Federico Di Stefano
Mindfulness e benessere sessuale
Negli anni ’60 il ginecologo William Masters e la sociologa Virginia Johnson introdussero e riuscirono ad integrare gli esercizi sessuali nello strumentario terapeutico dei sessuologi (Rifelli, G e Moro, P 1995). Il contesto epistemologico nel quale inserirono le mansioni fu quello della psicologia comportamentista in grande ascesa sopratutto nel contesto americano. Il clima culturale del tempo di grande rinnovamento, in cui anche la sessualità veniva finalmente non più vista esclusivamente come un taboo diede ampio risalto alle proposte dei due professionisti. L’introduzione di questo tipo di terapia contribuì e creare due fazioni opposte. Da un lato professionisti che fecero proprie in maniera entusiastica gli spunti di Master e Johnson. Tra questi terapisti, purtroppo, possiamo annoverare anche chi, senza alcuna base scientifica, introdusse in prima persona pazienti alle mansioni sessuali senza preoccuparsi troppo dei risvolti deontologici. Dall’altro lato una fazione che osteggiò duramente la proposta, principalmente rifacendosi a principi etici e morali legati al ruolo che Master e Johnson avevano costruito per le “surrogate wife” e per la più o meno tacita connivenza con il mondo della prostituzione a cui si attingeva nel caso vi fosse necessità di individuare un/una partner.
Va riconosciuto il merito alla Kaplan (1976) di aver inserito le mansioni sessuali in una cornice scientifica molto più solida e credibile senza perdere di vista l’empirismo da cui partivano i ricercatori riuscendo, però ad ancorarsi ad un’epistemologia più complessiva e matura. Secondo la Kaplan “il nostro orientamento è eclettico, multicausale in quanto crediamo che le disfunzioni sessuali siano il prodotto di fattori eziologici molteplici e il nostro armamentario comprende un’amalgama di modalità empiriche, comportamentali e dinamiche”.
Secondo Di Donna (2017) l’aspetto più paradossale nel rapporto spesso difficile che molte persone hanno nei confronti delle emozioni, e che sta alla base della disregolazione emotiva, è la tendenza a interpretare alcune esperienze emotive come “negative” e dannose e come qualcosa che necessita di essere eliminato con tutte le strategie disponibili. Questo paradosso porta poi il soggetto a creare delle metacredenze disfunzionali che sostengono modalità di pensiero ricorsive. Una delle strategie che normalmente si riconduncono alla terapia cognitivo comportamentale della terza ondata è la mindfulness.
Secondo Corcoran, Farb, Anderson e Segal (2009) per mindfulness si intende quell’insieme di pratiche atte a sviluppare la regolazione emotiva attraverso l’incremento delle capacità attentive e della consapevolezza metacognitiva – cioè la capacità di vivere pensieri e sentimenti da una prospettiva decentrata – che, a loro volta, accrescono l’abilità di tollerare le emozioni disturbanti e l’accettazione degli stati interni, e riducono l’evitamento esperienziale, il rimuginio e l’importanza attribuita ai pensieri.
Partendo da questa premessa può la mindfulness avere un impatto benefico anche sul benessere sessuale dell’individuo?
Le distrazioni cognitive durante il rapporto sessuale possono contribuire in modo significativo alle difficoltà sessuali, poiché ostacolano la consapevolezza delle sensazioni corporee e l’emergere del desiderio a seguito dell’eccitazione. Distrazione, disattenzione e auto-giudizio svolgono tutti un ruolo nelle difficoltà legate al desiderio e all’eccitazione sessuale (Nobre P, Pinto-Gouveia J,2006).
In uno studio randomizzato ben strutturato che ha valutato un intervento di mindfulness di gruppo di 8 sessioni per donne con disturbo del desiderio/interesse sessuale e dell’eccitazione, la mindfulness ha prodotto effetti molto rilevanti nel migliorare il desiderio sessuale e il disagio, con benefici mantenuti completamente anche a distanza di un anno (Brotto LA, Zdaniuk B, Chivers ML,et al 2021). Complessivamente, sono state condotte nove revisioni sistematiche e/o meta-analisi che dimostrano i benefici degli interventi basati sulla mindfulness per la disfunzione sessuale femminile (Lori A. Brotto et Al 2024).
Una revisione esplorativa di 12 studi ha incluso ricerche sulla mindfulness applicata alle difficoltà sessuali maschili o sull’associazione tra mindfulness e funzione sessuale negli uomini (Rodríguez V, Scoping CA, Fernanda Valderrama 2006). I risultati indicano che la mindfulness è efficace nel migliorare la soddisfazione sessuale, il desiderio, la funzione erettile (in alcuni campioni), la funzione orgasmica e l’autocontrollo. Studi correlazionali suggeriscono inoltre che la mindfulness possa proteggere dall’insicurezza e dall’ansia sessuale, influenzando positivamente desiderio e soddisfazione negli uomini.
Dall’analisi della letteratura, sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti, sembrerebbe che la mindfulness possa essere una pratica con effetti benefici sulla vita sessuale dell’individuo. Probabilmente le variabili coinvolte agiscono su due binari paralleli: il primo sul versante cognitivo aumentando la capacità del soggetto di evitare stili di pensiero ricorsivi rispetto al senso di minaccia e allo spectoring ed il secondo rendendo più semplice il riuscire ad entrare nella dimensione del piacere e dell’incontro sessuale grazie ad una migliore capacità di stare nel momento presente. La mindfulness potrebbe quindi rappresentare una sorta di facilitatore da utilizzare in sinergia alla psicoterapia mansionale integrata.
BIBLIOGRAFIA
– BrottoLA, ZdaniukB, ChiversML, et al. Arandomized trial com-paring group mindfulness-based cognitive therapy with group supportive sex education and therapy for the treatment of female sexual interest/arousal disorder. J Consult Clin Psychol. 2021;89(7):626–639. https://doi.org/10.1037/ccp0000661
– Iani, L., & Didonna, F. (2017). Mindfulness e benessere psicologico: il ruolo della regolazione delle emozioni. Giornale Italiano di Psicologia, 2, 317-322.
– Lori A. Brotto, Sandrine Atallah, Joana Carvalho, Elisabeth Gordon, Patrícia M. Pascoal, Mona Reda, Kyle R. Stephenson, Inês M. Tavares, Psychological and interpersonal dimensions of sexual function and dysfunction: recommendations from the fifth international consultation on sexual medicine (ICSM 2024) Sexual Medicine Reviews, 2025, 13, 118–143
– Nobre P, Pinto-Gouveia J. Dysfunctional sexual beliefs as vulnerability factors for sexual dysfunction. J Sex Res. 2006;43(1):68–75 https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/00224490609552300.
– Rifelli, G, Moro P Sessuologia Clinica Consulenza e Terapia delle disfunzioni sessuali collana di sessuologia clinica 1995 CLUEB Bologna
– Rodríguez V, Scoping CA, Fernanda Valderrama Rodríguez M, Sánchez-Sánchez LC, Manuel García-Montes J, Petisco-RodríguezC.Citation:aScopingreviewoftheinfluenceofmind-fulness on Men’s. Sexual ActivityPublished online. 2023;20(4): https://doi.org/10.3390/ijerph20043739