16 - 09 - 2026

Dott.ssa Lia Feliciello

Corpi, trauma e sessualità: le mutilazioni genitali femminili tra clinica e complessità culturale

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) comprendono pratiche che comportano la modificazione o la rimozione dei genitali esterni femminili per motivi non terapeutici. Rappresentano una violazione dei diritti umani e una rilevante problematica sanitaria globale (1). La crescente attenzione sanitaria deriva dalla necessità di garantire percorsi di cura appropriati in ambito ginecologico e ostetrico. (2,3).

Epidemiologia
Le MGF sono diffuse principalmente in Africa subsahariana, Medio Oriente e alcune aree dell’Asia, soprattutto in contesti rurali con scarso accesso a servizi sanitari ed educativi. Si stima che oltre 200 milioni di donne e bambine nel mondo ne portino le conseguenze (4,5), con pratiche che avvengono prevalentemente durante l’infanzia o l’adolescenza precoce. In Europa e in Italia la loro rilevanza è legata ai flussi migratori da Paesi ad alta prevalenza, con concentrazione nelle aree urbane (6). L’epidemiologia mostra una riduzione globale della pratica grazie a interventi legislativi, sanitari ed educativi, ma nelle comunità diasporiche può persistere in forme culturali o medicalizzate (5).

Classificazione delle MGF

L’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue quattro tipologie principali:

  • tipo I clitoridectomia: la rimozione parziale o totale del clitoride e/o del prepuzio clitorideo. In alcuni casi può essere limitata solo alla pelle che lo ricopre, mentre in altri comporta l’asportazione completa del clitoride.
  •  tipo II escissione: è più esteso e comprende la rimozione del clitoride insieme alle piccole labbra. In alcune varianti può coinvolgere anche le grandi labbra, a seconda della profondità dell’intervento.
  • tipo III infibulazione: è la forma più grave in quanto prevede il restringimento dell’apertura vaginale mediante la rimozione delle labbra interne e/o esterne e la successiva sutura o chiusura quasi completa dell’orifizio, lasciando solo un piccolo passaggio per urine e sangue mestruale.
  • tipo IV raccoglie tutte le altre pratiche dannose sui genitali femminili che non hanno finalità medica, come incisioni, perforazioni, raschiamenti, bruciature o altre manipolazioni dei tessuti genitali. (1).

Questa classificazione è essenziale per comprendere la variabilità delle conseguenze cliniche e per orientare la gestione assistenziale. Le forme più invasive, in particolare l’infibulazione, sono associate a maggiori complicanze ginecologiche, ostetriche e sessuali, anche a causa della presenza di tessuto cicatriziale, stenosi dell’introito vaginale e ridotta elasticità dei tessuti (7,3).

Implicazioni sulla sessualità
Le MGF incidono profondamente sulla sessualità femminile, coinvolgendo dimensioni biologiche, psicologiche e relazionali. Il danneggiamento o la rimozione di strutture erogene può ridurre la sensibilità genitale e compromettere la risposta orgasmica (1).

Molte donne riferiscono dispareunia, difficoltà nella penetrazione e vissuti di ansia, paura o evitamento dell’intimità (8). Nelle forme più severe, come l’infibulazione, il rapporto sessuale può risultare estremamente doloroso o impossibile senza intervento di deinfibulazione, con conseguenze rilevanti sulla vita di coppia, sulla fertilità e sulla qualità della vita complessiva. A tali aspetti si associano frequentemente vissuti di vergogna, alterazione dell’immagine corporea e possibili esiti post-traumatici legati all’esperienza subita (9).

È tuttavia fondamentale evitare una lettura deterministica della sessualità nelle donne con MGF. La risposta sessuale è influenzata anche da fattori relazionali, culturali, emotivi e contestuali. Alcune donne riferiscono una vita sessuale soddisfacente, soprattutto in presenza di relazioni supportive, contesti affettivi positivi e percorsi di elaborazione dell’esperienza corporea. Questo evidenzia la necessità di un approccio non riduzionistico e centrato sulla persona (10).

Aspetti clinici e assistenziali
La presa in carico delle donne con MGF richiede un approccio multidisciplinare, integrato e culturalmente competente. Le modificazioni anatomiche possono determinare complicanze ginecologiche e ostetriche e influenzare significativamente la salute sessuale e riproduttiva (11).

Le indicazioni cliniche sottolineano l’importanza di una valutazione accurata del perineo e della pianificazione assistenziale personalizzata, in particolare in gravidanza e durante il parto, al fine di ridurre il rischio di traumi. In questo contesto, il supporto alla sessualità assume un ruolo centrale: counselling, educazione sessuale e supporto psicologico possono favorire il recupero del benessere e della qualità di vita. In alcuni casi, la deinfibulazione rappresenta un intervento utile non solo sul piano anatomico e funzionale, ma anche sul benessere psicologico e sessuale della donna (8).

Conclusioni
Le mutilazioni genitali femminili rappresentano una condizione complessa che richiede un approccio integrato. Le implicazioni sulla sessualità sono profonde e coinvolgono dimensioni fisiche, emotive e relazionali. Una presa in carico efficace deve includere il riconoscimento della sessualità come componente essenziale della salute e del benessere della donna, in un’ottica di riduzione delle disuguaglianze e promozione della salute globale (1).

Bibliografia (non inclusa nel conteggio caratteri)

  1. WHO. Care of girls and women living with female genital mutilation. 2018.
  2. ISS. Linee guida per la prevenzione e gestione delle MGF. 2019.
  3. SIGO. Cura del perineo ostetrico.
  4. UNICEF. Female Genital Mutilation: A global concern. 2020.
  5. WHO. Female genital mutilation: key facts. 2020.
  6. EIGE. FGM in the European Union. 2021.
  7. Berg RC, Underland V. Obstetric Consequences of Female Genital Mutilation/Cutting (FGM/C) [Internet]. Oslo, Norway: Knowledge Centre for the Health Services at The Norwegian Institute of Public Health (NIPH); 2013 Apr. Report from Norwegian Knowledge Centre for the Health Services (NOKC) No. 06-2013.
  8. Abdulcadir J, Marras S, Catania L, Abdulcadir O, Petignat P. Defibulation: A Visual Reference and Learning Tool. J Sex Med. 2018 Apr;15(4):601-611. doi: 10.1016/j.jsxm.2018.01.010. Epub 2018 Feb 17. PMID: 29463476.
  9. Vloeberghs E, van der Kwaak A, Knipscheer J, van den Muijsenbergh M. Coping and chronic psychosocial consequences of female genital mutilation in The Netherlands. Ethn Health. 2012;17(6):677-95.
  10. Obermeyer CM. The consequences of female circumcision for health and sexuality: an update on the evidence. Cult Health Sex. 2005 Sep-Oct;7(5):443-61. doi: 10.1080/14789940500181495.
  11. WHO Guidelines on the Management of Health Complications from Female Genital Mutilation. Geneva: World Health Organization; 2016.