Dott.ssa Lia Feliciello
Corpi, trauma e sessualità: le mutilazioni genitali femminili tra clinica e complessità culturale
Le mutilazioni genitali femminili (MGF) comprendono pratiche che comportano la modificazione o la rimozione dei genitali esterni femminili per motivi non terapeutici. Rappresentano una violazione dei diritti umani e una rilevante problematica sanitaria globale (1). La crescente attenzione sanitaria deriva dalla necessità di garantire percorsi di cura appropriati in ambito ginecologico e ostetrico. (2,3).
Epidemiologia
Le MGF sono diffuse principalmente in Africa subsahariana, Medio Oriente e alcune aree dell’Asia, soprattutto in contesti rurali con scarso accesso a servizi sanitari ed educativi. Si stima che oltre 200 milioni di donne e bambine nel mondo ne portino le conseguenze (4,5), con pratiche che avvengono prevalentemente durante l’infanzia o l’adolescenza precoce. In Europa e in Italia la loro rilevanza è legata ai flussi migratori da Paesi ad alta prevalenza, con concentrazione nelle aree urbane (6). L’epidemiologia mostra una riduzione globale della pratica grazie a interventi legislativi, sanitari ed educativi, ma nelle comunità diasporiche può persistere in forme culturali o medicalizzate (5).
Classificazione delle MGF

L’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue quattro tipologie principali:
- tipo I clitoridectomia: la rimozione parziale o totale del clitoride e/o del prepuzio clitorideo. In alcuni casi può essere limitata solo alla pelle che lo ricopre, mentre in altri comporta l’asportazione completa del clitoride.
- tipo II escissione: è più esteso e comprende la rimozione del clitoride insieme alle piccole labbra. In alcune varianti può coinvolgere anche le grandi labbra, a seconda della profondità dell’intervento.
- tipo III infibulazione: è la forma più grave in quanto prevede il restringimento dell’apertura vaginale mediante la rimozione delle labbra interne e/o esterne e la successiva sutura o chiusura quasi completa dell’orifizio, lasciando solo un piccolo passaggio per urine e sangue mestruale.
- tipo IV raccoglie tutte le altre pratiche dannose sui genitali femminili che non hanno finalità medica, come incisioni, perforazioni, raschiamenti, bruciature o altre manipolazioni dei tessuti genitali. (1).
Questa classificazione è essenziale per comprendere la variabilità delle conseguenze cliniche e per orientare la gestione assistenziale. Le forme più invasive, in particolare l’infibulazione, sono associate a maggiori complicanze ginecologiche, ostetriche e sessuali, anche a causa della presenza di tessuto cicatriziale, stenosi dell’introito vaginale e ridotta elasticità dei tessuti (7,3).
Implicazioni sulla sessualità
Le MGF incidono profondamente sulla sessualità femminile, coinvolgendo dimensioni biologiche, psicologiche e relazionali. Il danneggiamento o la rimozione di strutture erogene può ridurre la sensibilità genitale e compromettere la risposta orgasmica (1).
Molte donne riferiscono dispareunia, difficoltà nella penetrazione e vissuti di ansia, paura o evitamento dell’intimità (8). Nelle forme più severe, come l’infibulazione, il rapporto sessuale può risultare estremamente doloroso o impossibile senza intervento di deinfibulazione, con conseguenze rilevanti sulla vita di coppia, sulla fertilità e sulla qualità della vita complessiva. A tali aspetti si associano frequentemente vissuti di vergogna, alterazione dell’immagine corporea e possibili esiti post-traumatici legati all’esperienza subita (9).
È tuttavia fondamentale evitare una lettura deterministica della sessualità nelle donne con MGF. La risposta sessuale è influenzata anche da fattori relazionali, culturali, emotivi e contestuali. Alcune donne riferiscono una vita sessuale soddisfacente, soprattutto in presenza di relazioni supportive, contesti affettivi positivi e percorsi di elaborazione dell’esperienza corporea. Questo evidenzia la necessità di un approccio non riduzionistico e centrato sulla persona (10).
Aspetti clinici e assistenziali
La presa in carico delle donne con MGF richiede un approccio multidisciplinare, integrato e culturalmente competente. Le modificazioni anatomiche possono determinare complicanze ginecologiche e ostetriche e influenzare significativamente la salute sessuale e riproduttiva (11).
Le indicazioni cliniche sottolineano l’importanza di una valutazione accurata del perineo e della pianificazione assistenziale personalizzata, in particolare in gravidanza e durante il parto, al fine di ridurre il rischio di traumi. In questo contesto, il supporto alla sessualità assume un ruolo centrale: counselling, educazione sessuale e supporto psicologico possono favorire il recupero del benessere e della qualità di vita. In alcuni casi, la deinfibulazione rappresenta un intervento utile non solo sul piano anatomico e funzionale, ma anche sul benessere psicologico e sessuale della donna (8).
Conclusioni
Le mutilazioni genitali femminili rappresentano una condizione complessa che richiede un approccio integrato. Le implicazioni sulla sessualità sono profonde e coinvolgono dimensioni fisiche, emotive e relazionali. Una presa in carico efficace deve includere il riconoscimento della sessualità come componente essenziale della salute e del benessere della donna, in un’ottica di riduzione delle disuguaglianze e promozione della salute globale (1).
Bibliografia (non inclusa nel conteggio caratteri)
- WHO. Care of girls and women living with female genital mutilation. 2018.
- ISS. Linee guida per la prevenzione e gestione delle MGF. 2019.
- SIGO. Cura del perineo ostetrico.
- UNICEF. Female Genital Mutilation: A global concern. 2020.
- WHO. Female genital mutilation: key facts. 2020.
- EIGE. FGM in the European Union. 2021.
- Berg RC, Underland V. Obstetric Consequences of Female Genital Mutilation/Cutting (FGM/C) [Internet]. Oslo, Norway: Knowledge Centre for the Health Services at The Norwegian Institute of Public Health (NIPH); 2013 Apr. Report from Norwegian Knowledge Centre for the Health Services (NOKC) No. 06-2013.
- Abdulcadir J, Marras S, Catania L, Abdulcadir O, Petignat P. Defibulation: A Visual Reference and Learning Tool. J Sex Med. 2018 Apr;15(4):601-611. doi: 10.1016/j.jsxm.2018.01.010. Epub 2018 Feb 17. PMID: 29463476.
- Vloeberghs E, van der Kwaak A, Knipscheer J, van den Muijsenbergh M. Coping and chronic psychosocial consequences of female genital mutilation in The Netherlands. Ethn Health. 2012;17(6):677-95.
- Obermeyer CM. The consequences of female circumcision for health and sexuality: an update on the evidence. Cult Health Sex. 2005 Sep-Oct;7(5):443-61. doi: 10.1080/14789940500181495.
- WHO Guidelines on the Management of Health Complications from Female Genital Mutilation. Geneva: World Health Organization; 2016.