26 - 05 - 2026

Anamaria Larisa Bogdan

TdC, Dottoressa in Psicologia Clinica e dell’Intervento Sociale

L’educazione sessuale nelle persone con autismo

Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è una condizione neuroevolutiva eterogenea che accompagna l’individuo per tutto l’arco della sua vita. L’ASD è caratterizzato da difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale in molteplici contesti e da comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi.
Una componente importante della vita di una persona è l’affettività e la sessualità, le quali sono a loro volta componenti integranti nell’identità dell’individuo; il tema relativo alla sessualità è importante anche per le persone con ASD.


Durante gli anni ’90, la sessualità nelle persone con ASD veniva studiata poco riferendo, per lo più, come esse fossero asessuate e poco interessate ad avere relazioni sessuali e intime significative. Tutto ciò nasce dal pensiero che le persone con ASD non siano consapevoli del proprio corpo e della propria sessualità e di conseguenza sovrastimerebbero l’esigenza di una relazione.


Al giorno d’oggi, invece, varie ricerche confermano che anche le persone con ASD sono interessate alla sessualità e alle relazioni sessuali e romantiche. In vari studi, infatti, si è osservato come vi siano difficoltà inerenti al comportamento sessuale, in particolare esse – a differenza di quelle neurotipiche – hanno mostrato minore consapevolezza della privacy, una minore educazione sessuale e un’incidenza maggiore di comportamenti sessuali inappropriati come stalking, masturbazione ripetitiva e/o in pubblico e abuso sessuale.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera la sessualità una componente multidimensionale dell’essere umano e reputa l’educazione sessuale una componente che comprende gli aspetti cognitivi, emotivi, sociali, relazionali e fisici della sessualità. Recentemente le ricerche e lo sviluppo di programmi di educazione sessuale sono aumentati, constatando come l’educazione sessuale inizi precocemente nell’infanzia e continui nell’adolescenza e nella vita adulta. Tutto ciò ha lo scopo di aiutare a comprendere la sessualità e la relativa salute sessuale, facilitando la raccolta di informazioni necessarie che serviranno a prendere decisioni sicure al momento e in futuro.


Tali considerazioni restano valide anche per le persone con ASD. Con quest’ultimi si ha difficoltà nel comprendere cosa insegnare nei programmi di educazione sessuale, poiché ogni individuo presenta carenze o comportamenti inadeguati diversi tra loro. L’obiettivo principale per ogni programma di educazione sessuale è sicuramente quello di aumentare le conoscenze psicosessuali, in particolare sulla salute sessuale e sulle relazioni. Di conseguenza si potrà lavorare sulla consapevolezza, un aspetto poco sviluppato nelle persone con ASD, le quali percepiscono una bassa consapevolezza di sé e degli stati mentali altrui. Lo sviluppo di quest’ultima potrebbe favorire un aumento della conoscenza del proprio sé fisico, della conoscenza di pratiche sessuali sicure, della prevenzione di comportamenti a rischio e dell’aumento di dialogo con i genitori su argomenti legati alla sessualità.


Per di più è importante, per le famiglie di adolescenti con ASD, definire chiaramente l’obiettivo del programma di educazione sessuale. Molto spesso le famiglie possono essere spaventate che i loro figli sviluppino comportamenti ad alto rischio, come essere coinvolti in atteggiamenti intimi in luoghi pubblici, oppure ritrovarsi in situazioni di abuso. È importante, perciò, fornire supporto ai genitori durante lo svolgimento del programma di educazione sessuale per aumentare la loro consapevolezza e ridurre la distanza che si potrebbe creare nella comunicazione genitore-adolescente.


In conclusione, lo sviluppo di un programma di educazione sessuale deve essere incentrato sulla persona specifica definito ad hoc, attraverso la delineazione di obiettivi chiari sia per la persona con ASD che alla famiglia. È inoltre importante che gli educatori o professionisti che implementano il programma di educazione sessuale siano formate sull’argomento, o che perlomeno siano affiancate da figure professionali esperte in sessualità e in disabilità. In ambito familiare, l’acquisizione e l’utilizzo di materiali video e scritti può favorire una trasmissione efficace dei contenuti, anche se in Italia tali strumenti sono molto pochi e le linee guida di riferimento per l’educazione sessuale delle persone con ASD devono essere ancora realizzate. 

Bibliografia
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